Calcio

Signori: "Sono stato usato come una cavia, ma è il momento di risollevarsi"

Racconta il suo calvario dopo l'assoluzione dal caso Calcioscommesse e la riabilitazione da parte della Figc
di Saverio Montingelli

“La ferita più profonda è quella di essere stato usato come una cavia. Ma è arrivato il momento di risollevarsi e di reagire”, Beppe Signori vuole archiviare gli ultimi dieci anni della sua vita passati a difendersi dalle accuse nel caso Calcioscommesse.

Un calvario cominciato nel 2011 con gli arresti domiciliari, poi revocati. La squalifica della Figc e l’accusa di “associazione a delinquere” per aver ripulito i proventi di alcune scommesse effettuate a Singapore attraverso una società con sede a Panama. A febbraio di quest’anno arriva la prima assoluzione “per non aver commesso il fatto” dal tribunale di Piacenza, in merito alla partita Piacenza–Padova del 2010.

A marzo segue l’assoluzione, per gli stessi motivi, dal tribunale di Modena in merito alle gare Modena-Sassuolo e Modena-Siena, disputate nel 2011. Dopo l’assoluzione della giustizia ordinaria è arrivata anche la riabilitazione della Federcalcio con un provvedimento emesso dal presidente Gravina. “Anni che nessuno potrà restituirmi” ha detto Beppe Signori in una recente intervista.

L’ex goleador ha voglia di lasciarsi questa brutta faccenda alle spalle e di tornare a far parte del mondo del calcio partendo da dove lo aveva lasciato, dal patentino da allenatore Uefa Pro conseguito proprio dieci anni fa: “Vorrei allenare, mi sento pronto ad affrontare questa nuova esperienza”.

A due giorni dal calcio d’inizio degli Europei, Signori guarda con ottimismo al gruppo allenato da Roberto Mancini, pronto per la sfida contro la Turchia: “Ha ricreato l’entusiasmo che mancava da troppo tempo. Sarà una partita importante per capire il livello della nostra Nazionale”.

Beppe Signori con la maglia azzurra ha collezionato 28 presenze e sette gol, ma porta ancora con sé il rammarico di non aver giocato la finale con il Brasile a Usa '94, per un conflitto con Sacchi in merito alla sua posizione in campo: “Difendere quei colori è motivo di orgoglio, un sogno. Oggi giocherei anche al posto di Pagliuca”.

					

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