Ducati, bottino pieno

Superbike | Il commento di Maurizio Fanelli alla tappa sudafricana che ha visto il dominio di Haga
[an error occurred while processing this directive]
Motori
18-05-2009

Ducati, bottino pieno

Superbike | Il commento di Maurizio Fanelli alla tappa sudafricana che ha visto il dominio di Haga

Contenuti correlati:

di Maurizio Fanelli

 

Quando nello scorso novembre Troy Bayliss vinse la sua ultima gara, in molti pensarono che a Portimao si fosse chiusa un’epoca per la Ducati e che Borgo Panigale sarebbe entrata in crisi senza il suo campione del mondo.

 

Da settimane la scelta sul successore del n.21 era caduta su Noriuki Haga, pilota giapponese di grande talento, ma incapace di vincere un mondiale, a causa di lunghi passaggi a vuoto nell’arco di una stagione. Questo fino a pochi mesi fa. Nei primi sei round di questa stagione, Haga si è cucito addosso una nuova veste: quella del cannibale e ha trovato una continuità di risultati che non aveva mai conosciuto. In 12 gare, il nipponico ha vinto 6 gare, 5 volte è arrivato secondo e quando non siamo neanche a metà stagione, ha già ipotecato il mondiale.

 

L’ultimo capolavoro, Nitro Nori l’ha compiuto a Kyalami. Ha vinto la sua 39° gara e conquistato una doppietta sul tracciato sudafricano tornato in calendario 7 anni dopo un altro trionfo ducati, firmato proprio da Troy Bayliss. Un Mondiale che poteva essere di transizione sta invece diventando un monologo Ducati: in Sudafrica l’altro grande protagonista è stato infatti un generosissimo Michel Fabrizio che ce l’ha messa tutta per stare davanti al compagno di squadra, ma si è dovuto arrendere al miglior Haga di sempre. Ha chiuso due volte sul podio e ha conquistato la seconda posizione del mondiale, con 85 punti di ritardo da Haga, ma con tre di vantaggio su Ben Spies.

 

L’americano è andato via da Kyalami, dopo aver vissuto il peggior fine settimana dell’anno. Un terzo posto, un ritiro a causa di un guaio al cambio e il distacco da Haga che è diventato se non incolmabile, pesantissimo. Spies è stato bravissimo nella prima corsa, quando è rimasto in scia alle Ducati per due terzi di gara, poi come tutti gli altri ha pagato problemi di gomme e ha dovuto tirare i remi in barca. Ben ha un talento immenso, nella stagione dell’esordio ha già vinto cinque gare, avrebbe tutto per conquistare il Mondiale, ma la sua R1 è tanto veloce quanto inaffidabile. Troppe volte lo ha lasciato a piedi e così è difficile tenere il ritmo indiavolato delle Rosse.

 

Chi invece lascia il Sudafrica con un bottino decisamente ricco è la Honda, sempre più vicina alle prestazioni di Ducati e Yamaha. In quella che ormai è diventata una lotta interna tra i vari team che gestiscono la CBR1000RR, il team Ten Kate è andato meglio di Stiggy. Rea ha battuto Haslam in gara 2 conquistando il primo podio della carriera, mentre in gara 1 ha tenuto a bada un veloce Max Biaggi. L’inglese ha solo 21 anni, ha uno stile spettacolare ed è già diventato la prima guida del suo team, rubando la scena a Carlos Checa, sesto e settimo in Sudafrica.

 

Ha fatto meglio dello spagnolo Max Biaggi, con un’Aprilia che ormai va forte dappertutto. La RSV4 è riuscita ad assorbire bene le pericolose buche di Kyalami, Max ci ha messo del suo chiudendo due volte quinto, dimostrando che il binomio tutto italiano presto potrà lottare per il podio ad ogni gara. A conferma del buon fine settimana di Noale, un redivivo Shinja Nakano, finalmente competitivo e non lontano dalle prestazioni del compagno di squadra.

 

Male la BMW, orfana di Corser e con Ruben Xaus due volte ritirato, mentre in casa Suzuki, l’unico a salvarsi è stato Yukio Kagayama, che ha conquistato due ottavi posti. Fonsi Niento ha portato a casa un solo punto, facendo rimpiangere Max Neuchirchner, infortunato nella terribile carambola di Monza. E qui apriamo un capitolo drammatico, quello degli incidenti: nelle prove libere del venerdì Regis Laconì è caduto con la sua Ducati…Le sue condizioni sono apparse subito gravissime, si era anche parlato di paralisi. Poi fortunatamente tutto sta lentamente migliorando. Domenica il francese è stato risvegliato dal coma artificiale, rispondendo agli stimoli sensoriali e tra un paio di settimane potrà iniziare la riabilitazione in un centro specializzato di Parigi.

Rai.it

Siti Rai online: 847