Pallotta: "Roma derubata"

Duro sfogo del presidente giallorosso: 'Sono stufo di questa me...'

1551945596785_4b97786f1d386bf861a5c533a37c78b.jpgUna lunga notte di riflessione e delusione. La Roma esce dalla Champions, sconfitta al "Do Dragao" dal Porto per 3-1 ai supplementari.

Fatale un rigore al minuto 117 concesso grazie alla Var e trasformato da Telles ma in casa giallorossa monta la rabbia per la disparita' di trattamento, visto che poco dopo un intervento dubbio su Schick nell'area lusitana e' stato snobbato: l'arbitro Cakir non ha ritenuto necessario rivederlo al monitor ma poteva starci un altro penalty che magari avrebbe cambiato la storia.

Dagli States si fa sentire il presidente James Pallotta, che punta il dito senza mezzi termini contro la direzione di gara: "Lo scorso anno abbiamo richiesto il Var in Champions perche' ci avevano rovinato la semifinale e questa sera, nonostante ci fosse, siamo stati derubati. Schick e' stato atterrato in area, il Var lo dimostra, e non viene fatto niente. Sono stufo di questa merda. Non ho piu' parole".

Anche fra i calciatori c'e' frustrazione. "Mi hanno fatto rivedere l'episodio sul telefonino nello spogliatoio ed e' rigore - si lamentava a fine gara capitan De Rossi - Il Var e' uno strumento eccezionale, ma questo e' un errore umano, non della macchina e del Var. E' un peccato perche' sarebbe stato epico passare col 3-2".

"C'e' il Var e l'arbitro nemmeno e' andato a vederlo - la protesta di Kostas Manolas - Per me e' una vergogna, perche' quando la squadra da' il massimo in campo non la puoi lasciare fuori in questo modo. Cosa ci ha detto l'arbitro? Dice che l'hanno visto al Var e non c'era niente. Doveva andare a vederlo. Il contatto c'e', e' netto. Io non capisco perche' succedono queste cose sempre a noi".

"Mi dispiace non sia andato a rivedere la giocata, se c'e' il nuovo sistema va usato secondo me", gli fa eco Diego Perotti. Il risultato di Oporto potrebbe incidere sul futuro di Eusebio Di Francesco. Il tecnico giallorosso ieri sera non si e' presentato ne' davanti alle telecamere ne' in conferenza stampa. Al termine della partita si sarebbe diretto verso il pullman, forse per smaltire la rabbia, forse per riflettere sul proprio futuro.

E il fatto che dopo la gara anche i dirigenti giallorossi si siano eclissati fa supporre che pure all'interno della societa' si stia analizzando la situazione tecnica: la rovinosa disfatta nel derby e l'eliminazione dalla Champions rendono instabile la posizione di Di Francesco e gia' da giorni circolano i nomi dei possibili sostituti, da Donadoni a Ranieri, passando per Panucci e Montella mentre perde quota l'ipotesi Paulo Sousa, che ieri in Francia davano ormai per sicuro allenatore del Bordeaux.

Ma Di Francesco puo' contare su due elementi a proprio favore: in campionato la corsa a un posto in Champions e' tutt'altro che compromessa (la quarta piazza occupata dall'Inter e' ad appena tre punti) e lo spogliatoio e' dalla sua parte.

Non banali le parole di De Rossi: "Siamo arrivati a un minuto dai rigori che potevano portarci per due anni consecutivi una volta ai quarti di finale e l'altra in semifinale. Non so quello che succedera' ma questo al mister non glielo togliera' nessuno, quello che ha fatto l'anno scorso e quello che sta facendo quest'anno. Mi auguro che rimanga con noi, questa squadra c'e' al 100% ed e' col nostro allenatore".

"Noi abbiamo dato sempre tutto non solo per Di Francesco ma per tutti noi - ha rafforzato il discorso Perotti - A nessuno piacciono le sconfitte. Siamo tutti con lui, sicuramente e' un momento difficile".

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  • pubblicato07.03.2019
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