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La Russia attacca la Norvegia: "Insabbiata la positività della Bjorgen"

Scontro nato dopo l'uscita della biografia della più titolata fondista mondiale
Credits © Getty Marit Bjorgen
Marit Bjorgen
Dopo quello legato ai rifiuti nucleari nel mare di Barents che vanno ad influire sui prodotti ittici, ora un altro caso e' motivo di attrito tra Norvegia e Russia: questa volta in ambito sportivo.

La piu' titolata fondista mondiale di tutti i tempi, la norvegese Marit Bjorgen, con in bacheca 8 ori olimpici, 18 ai Mondiali, 4 Coppe del mondo generali e 25 titoli a livello nazionale, ha rivelato, nella sua autobiografia 'Vinnerhjerte' (Cuore vincente) uscita pochi giorni fa, che nel 2017, qualche settimana dopo i Campionati mondiali di Lahti, aveva ricevuto comunicazione che nelle sue urine erano state trovate tracce di steroidi, in particolare del 19-norandrosterone, metabolita del nandrolone.

La Federazione Internazionale dello Sci non apri' alcun procedimento di sospensione o squalifica.

"Nell'aprile del 2017 ricevetti una telefonata dal nostro medico Petter Olberg e mi disse che aveva ricevuto una comunicazione dalla Fis perche' il laboratorio di Lahti aveva trovato una discrepanza in un mio campione di urine prelevato dopo la gara sulla 30 chilometri. In quel momento iniziai ad avere crampi allo stomaco e a piangere ma lui mi disse di tranquillizzarmi perche' la Fis chiedeva solo una spiegazione."

"Il campione di urine conteneva tracce del 19-norandrosterone e Olberg mi spiego' che poteva derivare dal fatto di aver assunto il Primolut-Nor, un farmaco utilizzato per alleviare i sintomi premestruali. Assieme al medico abbiamo fornito alla Fis tutta la documentazione necessaria e successivamente comunico' che la spiegazione fornita era soddisfacente e, quindi, non apri' alcuna procedura di infrazione della normativa antidoping".     

Pronta la reazione da parte dei russi che hanno attaccato i norvegesi dicendo, "loro assumono sempre per sbaglio".

L'argento olimpico della sprint del 2010, Alexander Panzhinsky, ha tuonato, "se una situazione simile fosse accaduta ad atleti russi, dubito che la decisione della Fis sarebbe andata a favore dell'atleta, in questo caso probabilmente ha avuto un peso il fatto che Bjorgen era norvegese e allora atleta simbolo della squadra".

					

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