Grandi Eventi

Tokyo 2020: 29 atleti nella squadra dei rifugiati

L'azzurro Niccolò Campriani tra gli allenatori
Credits © Getty
A Rio 2016  gli atleti rifugiati erano 10, in questa edizione dei Giochi sono  29. Provengono da Afghanistan, Camerun, Congo e Repubblica del Congo, Eritrea, Iraq, Sudan e Sud Sudan, Siria, Venezuela.
 
Le discipline nelle quali gareggeranno sono nuoto, atletica, badminton, boxe, canoa, ciclismo, judo, karate, tiro a segno, taekwondo, sollevamento pesi e wrestling.
 
Il presidente del Cio Thomas Bach ha indirizzato al gruppo di atleti importanti parole di inclusione: "Siete parte integrante della nostra comunità olimpica e vi diamo il benvenuto a braccia aperte, la vostra presenza invia un potente messaggio di solidarietà, resilienza e speranza al mondo". La squadra sarà gestita a Tokyo da funzionari del Cio e l'Unhcr, l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.
 
L’azzurro Niccolò Campriani, vincitore di tre ori e un argento nel tiro a segno ha fortemente creduto in questo progetto, e a Tokyo allenerà due atleti una sotto la bandiera dei rifugiati, l’altro sotto quella dell’Afghanistan. Campriani ha raccontato del suo progetto al Fatto Quotidiano:
 
“Non avrei mai pensato di vivere una delle giornate di sport più belle della mia carriera dopo il mio ritiro”.
 
I due atleti allenati da Campriani gareggiano entrambi nel tiro a segno da 10 metri: Mahdi Yovari, per Afghanistan, e Luna Solomon, proveniente dall’Eritrea, che sarà invece tra i 29 Atleti Olimpici Rifugiati che sfileranno dopo la Grecia alla cerimonia di apertura.
 

					

Potrebbero interessarti anche...


					

Altri articoli da Grandi Eventi