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L'Atalanta piega la Juve, Lazio che sofferenza

Malinovskyi nel finale regala la vittoria alla Dea. Benevento recupera, ma finisce 5-3. Poker del Bologna allo Spezia
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Sorpasso dell'Atalanta alla Juve. L'attacco piu' forte fa avuto la meglio sulla difesa meno battuta, sia pure con una deviazione di Alex Sandro su tiro di Malinovskyi cambio decisivo dell'Atalanta nella ripresa.

Le due forze uguali e contrarie di Atalanta e Juve, si erano elise a vicenda nel primo tempo. Piu' vicina al gol la Juve con un tocco di Morata verso la porta vuota di Gollini e salvataggio di Djimsiti. Si e' andati avanti a ondate sui due fronti, ma sostanzialmente si e' visto un equilibrio costante che solo qualche errore difensivo ha interrotto. Troppo importante il risultato per fare registrare troppe mosse false.

Piu' Atalanta nella seconda parte della gara. Qualche gol fallito di poco. Poi il tiro di Malinovskyi deviato di Alex Sandro e la vittoria della Dea. Vani i tentativi di raddrizzarla, della Juve. Ormai e' certificato che l'Atalanta (che non batteva i bianconeri da 20 anni in campionato) e' una delle "grandi" del calcio e con questa vittoria si e' candidata al secondo posto come valida alternativa a una Juve cui e' rimasto solo il blasone da difendere.

Certo, l'assenza di Ronaldo ha in qualche modo pesato, ma ormai la squadra di Gasperini (72 gol segnati) si puo' annoverare tra le piu' belle realta' del nostro calcio. Il tecnico nerazzurro aveva perso Romero per squalifica e aveva schierato Dijmsiti dal'inizio, aveva recuperato Pessina a centrocampo. E affiancato Muriel a Zapata davanti.

L'assenza di CR7 aveva favorito il varo della coppia Morata-Dybala in attacco nella Juventus, in campo dall'inizio McKennie e Alex Sandro. Sotto la pioggia, con la direzione di Orsato e con obiettivi importanti, la Juve ha aggredito subito, ma l'Atalanta ha risposto a tono. Per un bel po' si e' fatto giro-palla, senza conclusioni degne di tal nome.

Cuadrado e' stato spesso il motore del gioco bianconero, Pessina quello dei bergamaschi. Chiesa da fuori non ha centrato il bersaglio. Pessina, dopo una bella azione nerazzurra, ha sparato di sinistro di poco fuori. Poi Zapata di testa di poco a lato. Meno incisivo il gioco bianconero a meta' primo tempo. Un tiro di Chiellini, deviato, ha risvegliato la Juve in cui solo Morata (dribbling, scatti) ha fatto vedere qualcosa in fase offensiva.

L'Atalanta ha "occupato" meglio il campo sino al 34' quando Morata, dopo un errore di Gollini e Maehle, ha toccato verso la porta vuota e Djimsiti ha salvato. Poi McKennie da destra ha costretto Gollini a una deviazione. La Juve si e' ripresa efficacemente. Qualche smagliatura difensiva nell'Atalanta.

Equilibrio marcato, insomma, nel primo tempo. Alcuni assalti nerazzurri all'inizio della ripresa non sono sfociati in conclusioni apprezzabili. La partita e' apparsa piu' combattuta. Chiesa ha avuto un problema muscolare, in campo Danilo. Muriel da sinistra ha sfiorato l'incrocio.

L'Atalanta ha dimostrato piu' incisivita' in questa fase. Una punizione di Dybala e' uscita di poco. Ilicic, appena entrato, ha messo sulla testa di Zapata un pallone d'oro: fuori. Un'azione Kulusevski-Morata e tiro da sinistra deviato da Gollini. Malinovskyi su punizione ha fatto volare Szczesny sulla sinistra.

Poi al 42' ci ha riprovato e una deviazione di Alex Sandro ha spiazzato il portiere bianconero sulla destra. In conclusione, Pessina (uscito nella ripresa) ha innescato il gioco nerazzurro, Cuadrado quello bianconero, ma in fase conclusiva Zapata e' apparso il piu' pericoloso. Le difese hanno sovrastato gli attaccanti per quasi tutta la partita, ma l'ingresso di Malinovskyi ha fatto la differenza.

La sfida a distanza tra i fratelli Inzaghi viene vinta da Simone, assente a causa della COVID-19: all'Olimpico la Lazio batte 5-3 il Benevento dopo una gara spettacolare.

La partita sembra decidersi nei primi 45' e si capisce dall'avvio dei padroni di casa. Neanche 4 minuti e arriva la prima occasione con il colpo di testa di Immobile che finisce sul palo dopo un bell'assist al volo di Fares.

L'attaccante non segna dal 7 febbraio e subito ha un'altra occasione per interrompere il digiuno: la Lazio recupera palla sulla trequarti e Correa cerca con un filtrante di nuovo Immobile che conclude in spaccata, la palla carambola su Depeaoli e poi finisce in rete per il vantaggio biancoceleste. Immobile non interrompe il suo digiuno perche' la Lega assegna l'autogol a Depaoli ma e' 1-0 Lazio.

Non passano dieci minuti e l'assedio di Immobile alla porta del Benevento continua: questa volta il filtrante e' di Milinkovic-Savic per il centravanti biancoceleste che con un pallonetto supera Montipo' e fa 2-0.

Immobile torna al gol, il 15esimo in stagione e il 150esimo in Serie A. Gli ospiti non riescono a reagire, la Lazio gestisce la palla e quando la perde e' pronta a riprendersela e a ripartire in avanti.

Da una di queste ripartenze nasce l'azione che porta al rigore, con Immobile che lancia Correa abbattuto poi da Montipo' in area di rigore. E' calcio di rigore. Lo stesso Correa si presenta sul dischetto, lo calcia e fa il 3-0. Serve una scossa per il Benevento e ci pensa Marco Sau che si inventa un preciso destro a giro su cui Reina non puo' fare nulla, dando un senso al secondo tempo del Benevento.

Nella ripresa gli ospiti devono fare a meno proprio di Sau, mentre la Lazio affonda subito il colpo e non perdona: Immobile serve Correa in area che rimette in mezzo, la deviazione di Montipo' e' sfortunata e finisce in porta per il 4-1 e il secondo autogol di giornata. Il portiere del Benevento pero' si riscatta poco dopo parando un rigore a Immobile e respingendo anche la ribattuta di Fares.

Dal potenziale 5-1 si passa al 4-2, con un altro rigore, il terzo: dopo il fallo di Marusic, Viola si prende la responsabilita' e calcia il rigore spiazzando Reina. La partita cambia volto, il Benevento spinge e trova il terzo gol grazie al colpo di testa di Lapadula su calcio d'angolo, ma l'arbitro annulla tutto dopo l'on field review.

La Lazio e' in affanno e mostra particolari difficolta' sui calci piazzati. Proprio da un altro calcio d'angolo arriva il 4-3, questa volta buono per il colpo di testa di Glik. Finale di gara ad alta tensione risolto definitiviamente da Immobile che la chiude in contropiede per il 5-3 finale. Tre punti sofferti ma fondamentali in ottica Champions League per la Lazio che recupera 3 punti sulla Juventus quarta, mentre il Benevento torna a casa a testa alta.

Grazie a una prestazione magistrale, il Bologna vince 4-1 e si sbarazza della pratica Spezia, allo stadio Dall'Ara.

Tutto semplice per i padroni di casa che, trascinati dalla doppietta di Svanberg e dai gol di Orsolini (rigore) e Barrow, fanno un sol boccone della squadra di Italiano, oggi poco concreta. La prima occasione da rete della gara e' per il Bologna. Al 10', assist in profondita' di Schouten per Orsolini che davanti la porta manda il pallone incredibilmente a lato.

Scampato il pericolo, lo Spezia prova a scrollarsi di dosso un inizio di gara poco felice ma, al 12', Bastoni pasticcia in area e su un traversone di Svanberg tocca con il braccio il pallone. Ben posizionato Piccinini non ha dubbi e indica immediatamente il dischetto del rigore. Dagli undici metri si presenta Orsolini che segna la rete dell'1-0.

La squadra di Italiano sbanda clamorosamente e il Bologna, al 18', puo' festeggiare il 2-0: ripartenza degli emiliani con Soriano che serve Schouten in campo aperto. Entrato in area spezzina l'olandese attende l'uscita di Provedel per servire Barrow che, a porta libera, mette a segno la rete del gol del raddoppio.

Nonostante l'uno-due incassato, lo Spezia prova a rientrare in gara e, al 34', sugli sviluppi di un calcio d'angolo calciato da Bastoni, Ismajli prende il tempo agli avversari e batte Skorupski per la rete del 2-1. Il ritmo della gara resta altissimo e, al 37', il Bologna sfiora la rete del 3-1 con Barrow che, da ottima posizione, colpisce il palo per l'ultima occasione da gol di una bellissima prima frazione di gara.

Al ritorno in campo dagli spogliatoi, lo Spezia sembra essere piu' determinato ma il Bologna, al 54', trova il tris sugli sviluppi di un calcio d'angolo con Svanberg che, innescato da Danilo, batte un Provedel assolutamente incolpevole nell'occasione.

Alle corde, l'undici di Italiano prova a non crollare sotto i colpi dell'avversario ma, al 60', il Bologna trova la rete del poker ancora con lo svedese Svanberg che, servito da Barrow, colpisce il pallone di testa per il 4-1 e per la doppietta personale, che chiude definitivamente la gara.
 

					

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