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Prandelli: "Voglio rendere orgogliosi i tifosi viola"

Il tecnico della Fiorentina: "Con Commisso si può sognare in grande"
Credits © Getty Cesare Prandelli
Cesare Prandelli
"Voglio una squadra che sia un orgoglio per i tifosi, per la societa' e per la citta'. Voglio trovare una squadra che deve uscire dal Franchi sapendo di aver dato tutto come vuole la nostra tifoseria. Una volta che sei integrato all'immagine di Firenze e' un passo molto importante".

Lo ha detto il tecnico viola, Cesare Prandelli, parlando alla vigilia della sfida di campionato in programma domani allo stadio 'Franchi' di Firenze contro il Benevento.

"Vorrei vedere la voglia di vincere, di stare in partita nei momenti difficili, di avere delle idee quando si ha la palla - ha aggiunto Cesare Prandelli -. In questo momento non fanno la differenza tanto i sistemi di gioco ma i cinque cambi. I giocatori che giocano anche 20'-30' possono determinare molto".

"Ho avuto subito un confronto con Ribery, e' un trascinatore, che vuole sempre vincere, che non vuole mai perdere le partitelle. Non voglio che diventi un riferimento solo per la nostra manovra offensiva, vorrei vederlo anche in altre zone del campo. Lavoriamo per questo ma ho trovato grande disponibilita'".

"Per battere il Benevento dobbiamo mettere la stessa loro determinazione - ha aggiunto Prandelli -. Hanno idee di gioco, sviluppo, sanno fare transizioni veloci. Si vede che certe situazioni sono codificate. Dobbiamo esserlo anche noi e dimostrarlo sul campo".

"Il tifoso deve pensare che la società ha sta progettando il futuro e sta facendo investimenti importanti nel centro sportivo e nel tentativo di costruire uno stadio. Teniamoci stretto un presidente così com'è Commisso, e lo dico da tifoso. Poi è chiaro che conta il presente e la partita di domani, ma si può sognare in grande".

"Abbiamo la fortuna di avere una società che ha voglia di investire e far tornare grande questa squadra, le premesse ci sono - aggiunge Prandelli - Poi dovremo confrontarci con la realtà, ma se siamo tutti insieme ce la possiamo fare. Il fortino è una metafora, è come le vecchie mura del Michelangelo a Firenze, dobbiamo difenderci dagli attacchi esterni, non dobbiamo attaccarci tra di noi".

					

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