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Di Rocco: «Il mio sogno? Ripartire con la Sanremo»

Il presidente della Federciclismo e vicepresidente UCI traccia la strada: «Seguiamo le indicazioni delle autorità sanitarie, ma puntiamo alla ripresa dal 1° luglio»
Tre date per rimettersi in sella, tre ipotesi sul tavolo dell’Unione Ciclistica Internazionale per ridare il via a partire già da luglio. Le svela Renato Di Rocco, presidente della Federazione italiana ciclismo e vicepresidente proprio dell’UCI: «Lavoriamo seguendo le indicazioni delle autorità sanitarie - ha spiegato - ma abbiamo individuato tre possibili scenari: riprendere dal 1° luglio, dal 15 luglio oppure dal 1° agosto».

Priorità ai grandi giri e alle classiche monumento. Su questo pochi dubbi: nel riformulare il calendario, saranno gli appuntamenti con più seguito e prestigio ad avere precedenza sulle altre corse da riposizionare. «Siamo pronti ad anticipare o a rinviare la ripartenza rispetto ai tre scenari indicati - dice Di Rocco - ma lo faremo sempre dando almeno un mese agli atleti per allenarsi e prepararsi al meglio». 

Ripartenza dal Tour de France? Sembra la soluzione più ovvia, anche se le date esatte potrebbero subire degli aggiustamenti. «Gli organizzatori della Grande Boucle - spiega Di Rocco - si sono presi tempo fino al 15 maggio, ma la soluzione migliore sarebbe avere un grande giro al mese, con Tour e Vuelta nelle loro date originarie».

E il Giro d’Italia? La corsa rosa potrebbe slittare a dopo la Vuelta: a settembre - ma ci sono i mondiali di Aigle-Martigny - oppure a ottobre. «È l’evento con più seguito tra quelli rinviati - chiarisce Di Rocco - e il ciclismo deve ripartire proprio dagli appuntamenti più importanti sul piano mediatico ed economico». 

Ipotesi porte chiuse. Per il numero uno della Federciclismo è un’ipotesi da scongiurare: «Il pubblico fa parte dell’anima e della storia del ciclismo, attende ore per vedere i corridori per un attimo, spero davvero non si debba arrivare a questo».

L'idea "un per cento". Gli aspetti economici sono un altro dei temi all’ordine del giorno, con oltre 600 corse cancellate e migliaia di operatori sul territorio - tra ciclisti, organizzatori, staff di squadre grandi e piccole - che rischiano gravi perdite. «Il Coni e il governo - precisa Di Rocco - hanno già annunciato il proprio contributo  di fronte a questa vera crisi anche sul piano sportivo. Ma anche noi con il nostro consiglio federale pensiamo a forti misure di sostegno, e come ha fatto il calcio  potremmo chiedere un contributo pari all’un per cento del gettito delle scommesse, che per il ciclismo ammontano a 14 milioni».

di Stefano Rizzato

					

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