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Figc, Gravina: "Centro tecnico di Coverciano a disposizione"

Lo ha annunciato il presidente federale: "Tutta la foresteria, la palestra e l'auditorium, per sistemare dei letti di terapia"
"Oggi la Federazione mette a disposizione il proprio gioiello di famiglia, abbiamo proposto e ringrazio il sindaco di Firenze Nardella e gli assessori per aver accettato la nostra disponibilità di mettere a disposizione dell'emergenza il nostro centro tecnico di Coverciano". Lo ha detto il presidente della  Figc, Gabriele Gravina, parlando del momento che si sta vivendo con l'emergenza legata al coronavirus.       

"Due settimane fa abbiamo messo a disposizione una palazzina per i vigili del fuoco, oggi mettiamo a disposizione tutta la nostra foresteria, la grande palestra e l'auditorium, per sistemare dei letti di terapia. Questo è il calcio che vive e mostra il suo vero lato di stare vicino ai tifosi", ha aggiunto Gravina.

"Il calcio non chiede al governo risorse è solo in un momento di riflessione, sta facendo le sue analisi  economiche e in tanti stanno strumentalizzando. Abbiamo problemi, anche tanti, ma stiamo cercando di risolverli al nostro interno".

LA RIPARTENZA - "Oggi è il momento di abbandonare le polemiche stando vicino a coloro che stanno in prima linea, a cui rivolgo un grande plauso e un abbraccio.  Il calcio è uno dei settori che interessa meno al paese ma rappresenta la terza industria del paese".       

"Noi siamo convinti che l'applicazione di fattori di sviluppo al nostro interno dobbiamo cercarli da soli appellandoci a capacità  imprenditoriali interne al mondo del calcio. Chiediamo un processo di  innovazione non soldi, uno snellimento, la rivisitazione di alcune norme che oggi fanno da tappo e generano processi penalizzanti per il mondo dello sport, non del calcio. La legge fondamentale dello sport italiano è del 1981, siamo nel 2020. Una legge di 40 anni fa, abbiamo bisogno di un ammodernamento".

SUI CAMPIONATI - "Ci siamo già attivati per chiedere a Uefa e Fifa la possibilita' di sforare la deadline del 30 giugno. L'ipotesi e' arrivare fino al 30 luglio con ripartenza del campionato nel mese di maggio".

"Noi vogliamo dare priorità assoluta al valore della competizione sportiva, vorremmo arrivare a definire gli organici sul campo, ma certo dobbiamo rispettare le ordinanze, le indicazioni che arrivano dalle massime autorità politiche e scientifiche, perché non possiamo pensare di prevaricare le indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità.

"Se non si potrà giocare, faremo una serie di riflessioni per salvare comunque il valore della competizione sportiva finora raggiunta sul campo. Ma non abbiamo ancora dato grande attenzione a questa ipotesi perché, pure in un momento di grande difficoltà, permettetemi di essere ottimista. Se verrà assegnato lo scudetto se non si riprenderà a giocare? Nel caso ne parleremo in Consiglio federale".

IPOTESI SERIE A CON 22 SQUADRE - "Ne sento tantissime, abbiamo la stella polare delle  nostre norme. Non è facile modificare il format. Una ipotesi di  passare da 20 a 22 squadre con un campionato che partirà in ritardo e con l'esigenza di fare meno partite e arrivare nel mese di maggio alla chiusura per l'Europeo, francamente farebbe apparire una serie A  schizzofrenica che passa dal richiedere 18 squadre per poi passare a  22, dove diventa ingestibile, mi sembra poco percorribile questa ipotesi".

					

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