Ciclismo

Ciclismo, il rebus del calendario 2020

Le gare potrebbero riprendere il 31 maggio con il Giro del Delfinato. Ma dopo lo stop di Tour of The Alps e Giro di Romandia, sono oltre 70 le corse da ricollocare
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Un rebus fatto di incastri impossibili. Rischia di diventare questo il 2020 del ciclismo, ma se ci pensate è in fondo la migliore delle ipotesi. Ha infatti già superato quota 70 il conto delle corse rinviate o cancellate a causa dell’emergenza legata al nuovo coronavirus. Un conto che continua a crescere.

Domenica l’UCI, la federazione internazionale del ciclismo, ha di fatto sospeso tutte le gare a tempo indeterminato. Auspicando un rapido ritorno alla normalità e quindi alle competizioni, e per questo lasciando aperta la porta anche al ricollocamento entro il 2020 delle corse rinviate. Ma «senza alcuna garanzia» che questo possa avvenire per tutti.
*Rinvio per il Tour of the Alps*
Dopo il rinvio del Giro d’Italia, la cui partenza a Budapest è slittata dal prossimo 9 maggio a data da destinarsi, era scontato che la stessa sorte toccasse anche ai due tradizionali appuntamenti di preparazione alla corsa rosa: il Tour of the Alps e il Giro di Romandia. Ma una sorpresa c’è: proprio il Romandia è diventato la prima tra le grandi corse a optare direttamente per la cancellazione, rinunciando al ricollocamento in calendario entro il 2020.
Discorso ben diverso per il Tour of The Alps, in programma dal 20 al 24 aprile prossimi. Il GS Alto Garda, la società organizzatrice di quello che fino al 2016 era noto come Giro del Trentino, non ha potuto che prendere atto dell’impossibilità di svolgere la 44a edizione. Almeno per ora. «Quando, e ci auguriamo presto, gli eventi sportivi potranno riprendere, - ha spiegato il presidente Giacomo Santini - verificheremo con l’UCI l’esistenza delle condizioni per svolgere l’evento in nuove date».

*Gli incastri*
Non senza un certo ottimismo, molti tra gli addetti ai lavori fissano la possibile ripresa del grande ciclismo per il 31 maggio con il Giro del Delfinato. E se il Giro di Svizzera è in programma dal 7 al 14 giugno e il Tour de France dovrebbe iniziare il 27 dello stesso mese, proprio a giugno potrebbe esserci qualche spazio per possibili recuperi. Magari le classiche del pavé, ancora ufficialmente non rinviate ma di fatto condannate ad esserlo. 

Con luglio monopolizzato dalla Grande Boucle e poi - forse - dai Giochi Olimpici, la Vuelta a Espana tra fine agosto e inizio settembre, i mondiali dal 20 al 27 settembre, non sarà facile ricollocare il Giro d’Italia proprio per la sua durata di tre settimane. Ma c’è da scommetterci che ci si proverà, anche per marcare la rinascita del Paese con uno degli eventi più sentiti.

I mesi dell’anno sono del resto dodici, quelli adatti a una corsa di ciclismo terminano con ottobre. Ecco che allora proprio ottobre potrebbe servire per recuperare in un colpo Strade Bianche, Tirreno-Adriatico e Milano-Sanremo, senza dimenticare il Giro di Lombardia già fissato per il 10. Ma come detto le corse già rinviate sono oltre 70: tutti gli organizzatori si dovranno e vorranno sedere al tavolo dell’UCI. E trovare un incastro sarà una piccola grande impresa.


Stefano Rizzato

					

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