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France 2019

Bartoli e Girelli: " Ora piedi per terra"

Azzurre concentrate sul match contro la Giamaica
Credits © Getty Images Bartoli Girelli
Bartoli Girelli
"Dopo la vittoria con l'Australia c'e' stata un'ondata di entusiasmo, e' stata una grande impresa, ma non abbiamo ancora fatto nulla".

Cristiana Girelli in poche parole sintetizza lo stato d'animo delle azzurre a 48 ore dalla sfida contro la Giamaica, secondo impegno per l'Italia di Milena Bertolini in un Mondiale iniziato come meglio non poteva.

Sono 10.000 i biglietti venduti (1 milione i tagliandi venduti per le 52 partite del Mondiale) per un incontro da dentro o fuori per le caraibiche e che puo' regalare all'Italia la qualificazione agli ottavi con un turno di anticipo. I tre gol incassati con il Brasile all'esordio dimostrano che la difesa giamaicana e' tutt'altro che imperforabile, ma guai ad abbassare la guardia contro una nazionale che sa di avere l'ultima chance per restare aggrappata al Mondiale.

Attenzione soprattutto a Khadija 'Bunny' Shaw, pericolo numero uno per la difesa azzurra, una difesa in cui potrebbe trovare ancora spazio Elisa Bartoli. Entrata in campo nella ripresa con l'Australia, ha contribuito alla rimonta dell'Italia: e' stata lei una delle due protagoniste della conferenza stampa odierna insieme a Cristiana Girelli, di professione attaccante e con 29 gol all'attivo la miglior marcatrice del gruppo.

"Giocare questo Mondiale e' un sogno che avevo sin da bambina - ha dichiarato il difensore della Roma - vincere al 95' in rimonta e' stato bellissimo e battere l'Australia ci ha dato coraggio, forza e consapevolezza. Ora non bisogna commettere l'errore di sottovalutare la Giamaica, dobbiamo entrare in campo con lo stesso atteggiamento che abbiamo avuto all'esordio. Loro hanno qualche mancanza tattica e tecnica, ma a livello fisico e di corsa sono davvero forti. Giocando di squadra potremmo metterle in difficolta'".

Nata e cresciuta a Roma, Elisa Bartoli e' soprannominata 'Il Gladiatore'. "E' per la grinta che metto in campo. La mia filosofia di vita e' fare cio' che mi va di fare nel migliore dei modi, non mi faccio influenzare dai pregiudizi delle persone".

Ha una sorella, Claudia, che ha una scuola di surf a Cerveteri ("ma non faccio surf, e' pericoloso"), un'ammirazione sconfinata per Totti e De Rossi ("ho pianto ai loro addii") e un ex 'pendolino' come modello: "Amo Cafu', un terzino offensivo, tecnico. Un giocatore da 'sombrero'". Venerdi' ritrovera' come avversarie due compagne di squadra nella Capitale, il difensore Allyson Swaby e l'attaccante Trudi Carter. "La loro fisicita' ci mettera' in difficolta'. Sono simpatiche e allegre, a Roma si sono ambientate bene".

Sulle squadre da evitare nel prosieguo del torneo ha le idee chiare: "La Germania e' sempre difficile da affrontare e poi mi ha impressionato la Francia". Anche Cristiana Girelli invita a non sottovalutare la Giamaica: "Dobbiamo restare con i piedi per terra, la Giamaica e' una squadra molto tosta, ma sappiamo che vincere vorrebbe dire passaggio del turno assicurato".

Si definisce 'allegra' e 'solare' Cristiana Girelli che con l'Australia ha potuto contare sull'affetto di tutti i suoi cari: "Allo stadio c'erano i miei genitori, mia sorella, mia nipote e mio cognato. Incrociare i loro sguardi e vederli cantare l'inno in tribuna e' stato emozionante. Speriamo di andare avanti, cosi' mi raggiungeranno ancora".

Sempre generosa in campo, Girelli non e' il tipo di calciatrice che vive solo per il gol: "Credo che nel calcio moderno un attaccante debba essere utile alla squadra, a volte mi accusano di correre troppo. Con l'Australia nel primo tempo eravamo un po' impaurite anche per l'emozione dell'esordio, nella ripresa ci siamo dette di avere piu' coraggio. Ho arretrato un po' il mio raggio d'azione, ho fatto una partita di sacrificio".

Dopo il successo sull'Australia si e' esibita con le compagne nella 'Macarena': "Una musica di vent'anni fa, ci piacciono i revival: ti uniscono e di danno la giusta grinta prima di scendere in campo". E in campo non c'e' bisogno di nascondere la propria femminilita': "Mi piace curare il look, siamo donne e tante di noi si struccano prima di giocare. Non ci vedo nulla di male".

					

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