Certamente ha dovuto affrontare nella sua vita, come tutti gli esseri viventi, vari problemi. Da quando è diventato il numero uno del motociclismo moderno però non si è mai trovato di fronte a problemi che non sa come affrontare e che forse non può risolvere.
I rapporti con la Ducati sono ai minimi termini, anche quello che era, ed è, un punto di riferimento, ovvero il suo capotecnico Jeremy Burgess, non riesce a trovare il bandolo della matassa. Non c’è più Masao Furusawa, l’uomo che ha reso possibile un epoca meravigliosa in Yamaha, e quando non poteva risolvere problemi, c’era qualcuno che li risolveva per lui, almeno tecnicamente.
Oggi non è più cosi. Rossi ha 33 anni e forse comincia a guardare alla sua vita in maniera differente, con maggior maturità, consapevole che non potrà cambiare di molto una situazione perdente. Per quanto lui sia immenso c’è qualcosa più grande di lui, un problema che non ha altra soluzione che la separazione.
Certo raramente si è visto un Valentino Rossi così perdente e raramente con una rassegnazione da far tenerezza. Intorno a lui non c'è più giovialità e leggerezza, ma pesantezza e delusione, qualcosa che si aggrappa dentro.
Massimo Angeletti
''Le condizioni di oggi mi hanno fatto fare molta fatica, ho i soliti problemi''. E' un Valentino Rossi sconsolato quello che commenta il risultato delle qualifiche al Gp di Spagna (13°). ''Sono molto lento a metter dentro la moto in curva e non sono abbastanza veloce quando giro - aggiunge - Nei curvoni veloci sono in grossa difficolta'. Nelle parti bagnate del circuito, poi, quando ci passavo sopra, era difficile capire quel che avrebbe fatto la moto e quindi sono andato piuttosto piano''.
E' solo la seconda gara dell'anno, anzi deve ancora cominciare. Il Gp di Spagna mostra con tremendo anticipo lo sfilacciamento del rapporto di coppia più chiacchierato e costoso della storia del motociclismo.
Rossi e la Ducati, si potrebbe dire, dormono in camere separate, mentre la ex di Vale, la Yamaha, che era stata lasciata a Brno nel 2010 con una lettera struggente scritta dallo stesso 9 volte campione del mondo, se la spassa nelle mani di Jorge Lorenzo.
La M1, moto nata e cresciuta con Rossi che ha contribuito in modo sostanziale al suo successo nel tempo, ha iniziato benissimo l'anno. Per ora una vittoria in Qatar e due pole position, l'ultima quella di oggi, ne fanno la moto migliore del lotto. Rossi e la Ducati, invece, dopo innumerevoli cambiamenti, anche filosofici, come l'abbandono del telaio a motore portante per la classica struttura in alluminio, non riescono ad andare d'accordo. I problemi per Valentino sulla Desmosedici sono ancora quelli dei test di Valencia di due anni fa, sottosterzo e motore brusco.
"Le condizioni di oggi mi hanno fatto fare molta fatica - ha detto Valentino - ho i soliti problemi. Sono molto lento a mettere dentro la moto in curva e non sono abbastanza veloce quando giro. Nei curvoni veloci sono in grossa difficoltà. Nelle parti bagnate del circuito, poi quando ci passavo sopra, era difficile capire quello che avrebbe fatto la moto quindi sono andato piuttosto piano".
Mentre Rossi cercava di guidare la sua moto, il suo compagno di squadra, Nicky Hayden, era in lotta per la pole e alla fine con il suo terzo tempo scatterà dalla prima fila. "Hayden e' andato molto meglio di me - ha detto Valentino - lui usa un setting un po' diverso da quello che uso io, ma avrei dovuto provare le sue regolazioni ieri se fosse stato asciutto, ma per oggi pomeriggio sarebbe stato difficile. Lui non ha i miei problemi, riesce a mettere bene la moto in curva e a piegare molto riuscendo a portare velocità nella svolta. Lui riesce a guidarla".
Tra le soluzioni che servirebbero a Rossi, forse, c'è la possibilità di avere un motore più dolce. Qualcosa del genere, si dice, dovrebbe arrivare per i test che si terranno dopo il Gp del Portogallo la prossima settimana. "Adesso si fa un gran parlare del motore della mia moto - ha detto Valentino - quello che ho detto io è solo che ci vorrebbe un propulsore un pochino più dolce, il problema che c'è da sempre è l'entrata in curva. Invece di pensare a quello che potrà arrivare, bisogna piuttosto cercare dei setting che mi permettano di sfruttare al meglio la Ducati, anche perché Hayden è andato forte".
Mentre Rossi cerca ancora di capire come potrà arrivare a fine anno con una moto che non sembra assecondarlo, la gara di Jerez partirà all'insegna dei piloti spagnoli, che nel loro Gran Premio di casa hanno fatto tutto bene. Oltre a Lorenzo in pole nella MotoGp, la "triplete" di questa gara è composta da Alex Rins in Moto3 e da Marc Marquez in Moto2. Nello specifico, il tempo fatto registrare da Marquez gli permetterebbe di scattare, in Motogp, proprio accanto a Valentino Rossi.