07-02-2012
Perchè la CRT?
Con l’introduzione della cilindrata 1000 nella MotoGP, l'ammissione delle moto che non fanno parte del MSMA deve essere approvata dalla Grand Prix Commission
In molti ci siamo chiesti che senso abbiano le nuove moto CRT (Claiming Rule Team,‘ formula criptica che tradotto letteralmente significherebbe regola del reclamo,Claiming Rule’, Team della regola del reclamo? che si spiega con il fatto che il Team, al termine della gara, su richiesta, dovrà vendere uno dei propri motori ad uno dei membri MSMA per 20,000 € con trasmissione o 15,000 € senza) visto che beccano sul giro, nel migliore dei casi, sei secondi dalle moto prodotte dalle case ufficiali nei peggiori 10. Sul piano della prestazione al momento non c’è storia tra le due moto e bisogna cercare altrove le ragioni dell’innovazione: nella necessità di far scendere i costi di partecipazione.
Cerchiamo di capire più in dettaglio la genesi.Con l’introduzione della cilindrata 1000 nel Campionato del Mondo MotoGP, le moto che non fanno parte del MSMA (Yamaha, Honda, Ducati e Suzuki) possono gareggiare ma l’ammissione al campionato deve essere approvata dalla Grand Prix Commission. Per le squadre con lo status di CRT, i cambiamenti principali riguardano la durata del motore e la capacità del serbatoio: un pilota CRT avrà a disposizione 12 motori per tutta la stagione, a differenza dei 6 concessi ai piloti non-CRT, e sarà permesso l’uso di moto con una capacità massima di 24 litri (21 per i non-CRT).
Alcuni team possono insomma, entro certe regole, farsi la moto da soli, la moto fatta in casa, in alternativa alle pretese dei costruttori ufficiali:
Attualmente una motogp fornita dalle case del MSMA costa tra i due e tre milioni di euro a stagione, in leasing, cioè la proprietà del mezzo rimane della casa produttrice . Prezzi troppo alti in genere, poi in questo particolare momento economico, appaiono esorbitanti. Con la CRT si dice, , si abbassano i costi ma quanto è tutto da verificare. E piano piano dovrebbero fungere da calmieratore. Carmelo Ezpeleta amministratore di Dorna(Organizzatore del Motomondiale) da anni sta combattendo la sua battaglia “contro” le case affinchè contengano i costi delle moto, con scarsi risultati; lui sostiene che anche sul piano della prestazione occorreranno due o tre anni affinchè il meccanismo vada a regime, cioè non ci sia più questo divario tra le CRT e le altre moto. Ed è stato questo segnale forse ad indurre le Factory a firmare un accordo con Dorna in cui si impegnano a fornire moto ad un prezzo contenuto, un milione di euro. Quindi meno ricerca meno investimenti perché ormai quel che conta è lo spettacolo. Diciassette moto sulla griglia di partenza, ma ci sono state giornate in cui erano tredici e spesso al traguardo ne arrivano ancor di meno, sono uno spettacolo triste che deve essere rinpinguato. Occorrono almeno 24 partenti, e poco importa, al momento, che siano due gare distinte, con doppiati fin dal sesto o settimo giro, poco importa. ci sarà sempre più spettacolo di adesso, dove per vedere un sorpasso bisogna pregare tutti i santi.
Dal 2011 inoltre il Fondo di Investimenti proprietario della Dorna, l’angloamericano Bridgepoint, controlla anche la società che gestisce il mondiale SBK, Infront, e quindi bisogna anche guardare al disegno complessivo, ricondurre sia nei prototipi che nelle derivate di serie tutti ad un maggiore contenimento dei costi. Vedremo se le CRT saranno il primo passo.
di Massimo Angeletti