Buono quando può cattivo quando deve

La camera oscura | di Massimo Angeletti
Motori
29-04-2012

Buono quando può cattivo quando deve

La camera oscura | di Massimo Angeletti

    Ancora una riflessione su Romano Fenati, perché ha vinto una gara del motomondiale, perché ha fatto secondo posto nella gara precedente all’esordio assoluto nel campionato, in Qatar, perché è in testa al mondiale.


    Perché abbiamo bisogno di vittorie per il motociclismo italiano e risollevare le sorti di un paio di stagioni tristi, depressive come un film russo degli anni 20, perché il giovane studente ha i segnali caratteriali del campione in pista e fuori.


    Partiva decimo e alla prima curva era quinto a Jerez, ma lui con candore ancora immacolato, ha detto “sono partito male”!, e poi dopo un mezzo high- side ha trovato il passo giusto, ha saputo tirar fuori le palle nei duelli che gli si son presentati ed ha inflitto più di trenta secondi al secondo. Buono quando può cattivo quando deve.


    Dal muretto gli segnalavano un 2 di vantaggio perché avevano finito gli zeri, anche se volevano indicare 20 ed il giovane pilota per tutta la gara ha pensato di avere avversari a due secondi: quindi non ha mai mollato, quando invece avrebbe potuto, avrebbe potuto prender meno rischi. Una falsa condizione che però rende ancor più brillante la sua vittoria.


    Adesso tutti lo cercano e tutti lo vogliono, la fame di personaggi è tanta, in assenza di quelli già conosciuti, ma lui mantiene la sua calma, apparentemente. Perché dentro deve essere un vulcano di emozioni, uno che lunedì torna tra i banchi di scuola a far finta che non è successo niente, a un ragazzo che fatto echeggiare l’inno italiano in terra spagnola.


    Tornerà d aprire un libro e prendere un titolo di studio che nella vita non si sa mai. Una saggezza popolare che porta con se in gara e fuori e che speriamo possa mantenere per sempre, anche quando sarà un campione.


    Perché a meno di imprevisti a cui è giusto non pensare, questo giovane saggio è destinato a grandi cose, con il suo casco volutamente bianco: ma non ditelo a lui che ha il casco immacolato perché vi risponderà stizzito che il suo casco non è bianco ma “bianco perla”.

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