Warriors-Elephants e Hogs-Giants le partite sotto esame specifico questa settimana, ricordando su Raisportpiù l'appuntamento con il magazine IFL, giovedì 15 aprile.
Particolari le condizioni di gioco a Bologna, come sempre quando giocano gli Elephants in trasferta (ma non solo). Per agevolare gli scomodi (e costosi) spostamenti dei catanesi si è infatti giocato alle 12.30, così da permettere loro l'arrivo a metà mattinata e la partenza a tardo pomeriggio, tutto in giornata, dunque. Un impegno supplementare alla luce del quale la vittoria assume un valore maggiore, naturalmente.
Una squadra che forse aveva illuso, con la superba vittoria, segnando 81 punti, a Bolzano, alla seconda giornata, ma che ha certamente un attacco in grado di produrre punti con continuità, grazie alla scelta di utilizzare la spread offense, quel particolare tipo di attacco che disponendo sempre almeno 3 ricevitori (quasi sempre 4, nel caso degli Elephants, più un running back posizionato accanto al quarterback che parte nella posizione shotgun, cioé qualche metro dietro al centro) costringe la difesa ad allargarsi (da qui il termine spread che ha proprio quel significato) e di conseguenza crea maggiori spazi nella difesa stessa, consentendo ai ricevitori di infilarvisi e godere di molte situazioni di uno contro uno.
Un errore comune nell'analizzare questo attacco è credere che sia altamente spettacolare ed esplosivo, ma in realtà si tratta di una filosofia metodica di avanzamento: di volta in volta il quarterback valuta quale dei suoi ricevitori abbia le maggiori opportunità, e molto spesso di tratta di tracce corte o medie, in cui il movimento complessivo dei 3, 4 o 5 WR scopre un punto debole della difesa. Richard Kovalcheck, il 25enne QB catanese, aveva giocato in un sistema simile sia al liceo, dove l'aveva però alternato ad un attacco più tradizionale con partenza, come si dice, "under center", cioè attaccato al centro e non a qualche metro di distanza, sia all'università, prima Arizona poi Vanderbilt.
Il coach Mel Galli gli concede amplissima libertà di chiamata di schemi, in base alla posizione della difesa: che dev'essere preparata in maniera specifica, perché contro gli Elephants bisogna sempre avere in campo uno o due defensive back (i difensori veloci, "arretrati", che marcano i ricevitori sul gioco di lancio ma devono essere reattivi e duri a sufficienza per provvedere ai placcaggi sulle corse) aggiuntivi; in caso contrario, il quarterback, specialmente se parte dalla shotgun ed è ben protetto (come è accaduto a Kovalcheck a Bologna, un solo sack subito), può subito identificare quale dei propri ricevitori sia marcato dall'avversario più debole, e lanciargli immediatamente il pallone.
I Warriors hanno concesso 20 lanci completi su 36, dunque una media non eccelsa per Kovalcheck, che ha però lanciato per 6 touchdown e 301 yards complessive, con una buona media di 8.4 per lancio effettuato e 15.1 per lancio completato. Di fatto, una partita non precisissima e con numerose occasioni che ciascuna squadra ha lasciato a quella avversaria ha preso però una piega a favore degli ospiti su un lancio stavolta molto lungo, 46 yards su Clarence Cunningham (5 ricezioni per 123 yards e 2 TD), fermato sulla linea delle 4 yards dei Warriors, con successivo passaggio touchdown di Kovalcheck per Claudio Mangano, autore alla fine di due segnature.
Con il TD, trasformato dallo stesso Kovalcheck con una corsa, gli Elephants sono andati avanti 35-26, scavando cioé un solco di due segnature a proprio favore, a 5' dal termine. A 1'51" ancora Mangano dava il 41-26 e la rimonta finale dei Warriors, con lungo (59 yards) TD pass di Vincent Esposito (12/25 i passaggi completati, 3 intercetti, 1 TD, 144 yards) su Lance Burns, fin qui non positivo come speravano a Bologna (pare tra l'altro che sia in partenza proprio in queste ore), si interrompeva sull'incapacità dei padroni di casa di sfruttare l'onside kick ricoperto sulla linea delle 44 degli Elephants.
Tirare le somme è facile: Catania può segnare contro chiunque ma deve concedere meno yards sulle corse, dopo le 266 (e soprattutto le 7.3 di media, cioè ad ogni portata di palla) conquistate dai Warriors, mentre i bolognesi paiono, sul fronte americano, avere un contributo inferiore rispetto ad altre squadre. Bene Jason Haller, il running back che per tre volte ha perso il casco continuando a spingere sulle gambe come se nulla fosse (alla fine, 21 corse per 164 yards), un po' meno Esposito, che per costituzione fisica (non è altissimo), stile e situazioni di gioco deve quasi sempre lanciare in corsa, prendendo parecchi rischi.
Di fatto, le zero vittorie in tre partite costituiscono un segnale ambiguo, per i Warriors: sempre in partita, sempre sconfitti con margini non dilaganti ma sempre, appunto, sconfitti. E in due occasioni dopo avere giocato un secondo tempo molto migliore del primo, quasi che gli adattamenti tattici operati dallo staff in corso d'opera siano migliori del cosiddetto gameplan, ovvero il piano (tattico) studiato in settimana.
La seconda partita che analizziamo un po' più in profondità è Hogs Reggio Emilia-Giants Bolzano, 47-0, giocata sabato sera a Scandiano, stadio ormai di casa per i reggiani che però contano sempre di poter tornare nel capoluogo di provincia, allo stadio Mirabello, ormai abbandonato dal calcio da tantissimi anni. Curiosa, la vigilia: gli Hogs, che avevano vinto nel debutto stagionale a Bologna e perso a Parma proprio nel finale prima della sosta pasquale, ritenevano di non essere sufficientemente considerati come squadra di valore, e l'occasione c'era. Doppia, o se vogliamo monca, per paradosso: perché è vero che c'erano di fronte i campioni d'Italia e dunque una vittoria sarebbe stata un segnale di peso, ma è anche vero che i Giants arrivavano al minimo di presenti, con un roster di 25 giocatori di cui tre però impossibilitati a giocare.
Tra gli assenti, 12, il running back Reggie Greene e il defensive tackle Diego Gennaro, due colonne della squadra, oltre all'altro RB Gabriele Rossi. Perso presto anche Attilio Bonacci, i bolzanini hanno praticamente perso la varietà di opzioni che sta alla base di qualsiasi attacco di successo, e la buona, aggressiva e reattiva difesa reggiana, che di base è una 3-3-5, non ha avuto problemi a limitare l'unica via di scampo degli ospiti, ovvero i lanci.
Il QB dei Giants, Sam Lorne, era oltretutto tra gli acciaccati ed ha pure subito un colpo alla caviglia già nel secondo quarto, quando - come moltissimi suoi compagni di squadra - era impegnato anche in difesa. Valore della difesa reggiana e mancanza di scelte dell'attacco ospite hanno portato a statistiche da brivido per i campioni d'Italia: -2 yards di total offense, cioè di guadagno complessivo, numero che nasce dal -38 sulle corse e dalle 36 yards guadagnate su lancio, con 6 completi su 21 tentativi e due intercetti.
Sull'altro fronte, l'attacco reggiano ha operato seguendo i principi che da anni vengono insegnati anche a livello giovanile, quelli della Wing-T, un sistema di gioco che si basa sulle corse, partendo da un movimento dei potenziali portatori di palla che impedisca alla difesa avversaria di comprendere immediatamente quale sia la direzione presa dall'uomo che la palla, di fatto, ce l'ha. Già efficace negli anni precedenti, la Wing-T degli Hogs ha un passo in più quando ad interpretarla ci sono l'atletismo e la rapidità di un giocatore di rare doti come Niles Mittasch, il running back americano che ha chiuso con 105 yards in sole 8 corse, aggiungendo 166 yrds su 6 ricezioni, e 3 touchdown.
Già contro Parma Mittasch aveva ricevuto per 105 yards e 2 td, segnale che con gli uomini giusti - e si parla del QB Ryan Holmes, fisico imponente (1.90 veri, e non meno di 110 chili, lunghissimi capelli compresi), buon braccio e tenacia di corsa unita ad un buon controllo del corpo - la Wing-T può tranquillamente essere pericolosa anche nella fase aerea. Anche perché, relativamente alla gara di sabato, va detto che i Giants hanno scelto di concentrare la loro difesa sulle corse, addossando spesso nove giocatori sulla linea di scrimmage ed esponendosi così - in quei casi basta un minimo errore di copertura, se non hai un safety dietro a coprirti - a lanci come quello che Mittasch, dopo nemmeno 2' di gioco, ha raccolto dal lato sinistro dell'attacco reggiano, percorrendo in tutto 75 yards fino alla end zone per il 7-0 che prima della fine del quarto era diventato 14-0, per poi espandersi al 41-0 dell'intervallo.
A gara decisa molti i giovani mandati in campo dall'head coach reggiano Luca Cattini, che aveva visto Holmes uscire dal campo lievemente zoppicante, a inizio terzo quarto, ma ha avuto la soddisfazione di un buon rendimento della linea di attacco, che pure, ad un certo punto della gara, era costituita per 3/5 da giocatori diversi rispetto a quelli che erano partiti titolari a Parma nella gara precedente.
Buono, senza particolari lampi di cui del resto non c'è stato bisogno, l'esordio di Derrick Simmons, il defensive back americano arrivato in settimana a sostituire Mike Billops, tagliato non tanto per l'espulsione contro Parma, che avrebbe comunque causato una squalifica, ma per la scarsa flessibilità tattica. Simmons ha colpito tutti per il modo di fare, unito ad un curriculum sportivo più che dignitoso (college di Division III a Montclair State, nel New Jersey, ed esperienza in Arena2 con Fort Wayne e Albany) ma addirittura inferiore a quello accademico, se è vero che al college ha preso due diplomi e sta studiando per il terzo.
Sempre difficile fare previsioni a lungo termine sul rendimento italiano di molti americani, ma l'intelligenza di Simmons e la rapidità con cui si è impossessato della filosofia difensiva e dell'huddle degli Hogs è parsa molto incoraggiante.
Annotazione finale, poi, per un evento non tecnico, ma istituzionale, accolto con molto favore dal movimento italiano del football: l'elezione di Leoluca Orlando, presidente della Fidaf dunque presidente federale, nel consiglio direttivo della federazione internazionale, l'IFAF, con la carica di vice-tesoriere, in una sessione di voto che ha portato a nove il numero di consiglieri, dal momento che sono state elette anche la britannica Elesa Argent come vice-presidente e la norvegese Marie Solhaug come vice-segretario.
Gli altri risultati della quarta giornata: Rhinos Milano-Marines Lazio 14-34, Lions Bergamo-Dolphins Ancona 38-32.
Classifica: Panthers 3 vinte 0 perse; Lions 3-1; Hogs e Elephants 2-1; Marines e Giants 2-2; Dolphins e Rhinos 0-2; Warriors 0-3.
Prossima giornata: 17 aprile ore 20.30 Dolphins-Hogs, ore 21 Warriors-Rhinos (le altre due partite verranno recuperate il 1° maggio causa impegni internazionali nel prossimo fine settimana).
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