
L'ingessatura normativa ha fatto perdere l'aspetto umano di questo sport: e' questa l'opinione diffusa del consesso tecnico chiamato a scrivere regole nuove, piu' flessibili e aperte. Da Roma parte la sfida. Dopo la chiusura della classe 125cc due tempi e della 250 in favore della Moto2 il popolo corsaiolo ha deciso di lanciare il cuore oltre l'orizzonte.
La natura tecnologica dell'idea e' la cornice intorno alla quale si sta costruendo il progetto. Le gare saranno aperte a tutte le moto che sono in grado di proporre soluzioni nuove, dall'utilizzo delle benzine alternative a proposte meccaniche innovative. Tutto va bene purche' ritorni la passione con la componente umana in testa alla lista delle priorita'.
Lo studio presentato e condiviso con tutti evidenzia l'interesse di molte aziende meccaniche disposte a investire in un moto mondiale aperto a tutti nel segno dell'ecologia. Molta attenzione e' stata dedicata alla formazione dei giovani piloti che potrebbero crescere su mezzi estremamente tecnici.
I paddock e i centri di ricerca ritorneranno a dialogare come vorrebbe fare l'Oxford Brookers University, il polo tecnologico della prestigiosa universita' britannica. Dopo MotoGp e SBK questo progetto potrebbe costituire il terzo polo motociclistico mondiale. "Non si tratta di una provocazione - come afferma Barazzutti - ne' di un desiderio. Da oggi iniziamo a gettare le fondamenta per un qualcosa che duri e si sviluppi nel tempo e nel mondo". Inizialmente si dovrebbe partire con sei o sette gran premi, ma la previsione di esercizio prevede la copertura minima di Europa e America.
In ogni sogno ci sono anche i ricordi e in questo caso le immagini evocative vanno ai motomondiali di trenta anni fa quando si era tutti una famiglia e i travasi tecnologici da un team all'altro erano frequenti. In pista poi la battaglia si consumava fino all'ultima piega e l'emozione si impastava con la polvere dell'asfalto e l'adrenalina.
La stesura delle regole per il nuovo e alternativo governo delle due ruote ha avuto padri eccellenti. Da Jan Thiel che dalla Tailandia non ha fatto mancare il suo contributo ai lavori a Loris Reggiani, Joerg Moeller, Geoff Goddard, Gabriele Gnani, Eric Saul, Mike Austin fino a Dolph van der Woude (unico “vero padre” del motore Aprilia Rsw 250).
Pietro Plastina
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