
Le polemiche di Valentino erano previste. Inizia la guerra aperta con la Ducati. Un copione già scritto che lascia comunque una scia di tristezza.
La camera oscura di oggi vogliamo dedicarla a qualcosa di positivo, qualcosa che non accadeva da 2 anni e otto mesi ovvero un italiano sul podio della più piccola delle cilindrate del Motomondiale, che oggi si chiama Moto3 e prima 125. L’ultimo era stato Simone Corsi a Indianapolis nell’agosto del 2009. Grazie a Romano Fenati, 16 anni, un titolo europeo conquistato l’anno passato, secondo nella Moto3 dietro lo spagnolo Vinales in Qatar, l’Italia è tornata sul podio mondiale.
Fenati è anche il frutto del lavoro della Federazione motociclistica che in mezzo a tante lacune ha oggi anche il merito di aver investito e creduto in qualcuno dei tanti giovani che si avvicinano allo sport motoristico. Oltre al talento personale, immancabile, c’è il lavoro di tante persone, tra cui l’ex campione Mondiale Roberto Locatelli che sta facendo da chioccia a tanti giovani pulcini.
L’autorità con cui se ne è andato nella prima parte della gara, la lucidità con cui ha capito che doveva accontentarsi del secondo posto essendo il suo avversario di gara più forte di lui, sono un bel segno:è autorevole e conosce i propri limiti.
Ma quello che mi ha colpito di più nell’intervista di fine gara, quando il piccolo miracolo era ormai cosa concreta, è stata la voglia con cui pensava, la voglia con cui ha pensato, alla prossima gara, agli aspetti da migliorare del suo comportamento agonistico. Invece di bearsi di un grande risultato, invece di cullarsi negli allori, e ne avrebbe avuto tutto il diritto, il giovane marchigiano era già proiettato al futuro, con umiltà e semplicità.
Non abbiamo la sfera di cristallo, non sappiamo predire il futuro, ma abbiamo segnalato Fenati fin dai test, fin dalle prove libere del venerdi e del sabato: fin da subito è stato veloce e fin da subito non ha avvertito alcun peso per il suo esordio nel grande Barnum del Mondiale. Un peso che ha schiacciato altri giovani talenti, che non sono riusciti ad esprimersi come lui né all’esordio né dopo.
Intanto ci ha regalato un po' di speranza, poi vedremo. La foto di Mirco Lazzari lo immortala subito dopo l’arrivo, quando uno dei ragazzi che lo ha supportato lo raggiunge in pista per festeggiare e dietro si intravede la figura massiccia di Massimo Vergini, altro uomo della federazione che ha creduto in lui e lo ha sostenuto in questo inizio. E chi ben comincia…
Massimo Angeletti | foto di Mirco Lazzari
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