Il punto sulla IFL

A cura di Roberto Gotta
IFL
21-04-2010

Il punto sulla IFL

A cura di Roberto Gotta

    Due sole partite di Italian Football League, nello scorso weekend, e per paradosso entrambe nello stesso stadio, l'Alfheim Field di Bologna. Situazione creata dall'indisponibilità dello stadio Dorico di Ancona, campo di casa dei Dolphins. Una gara alle 15 (Dolphins-Hogs 13-40) ed una alle 21 (Warriors-Rhinos 27-42), su un terreno che ha retto dignitosamente, nonostante la pioggia.
     
     
    E affascinante differenze di stili e di impostazioni, nell'arco di poche ore. Lo stile degli Hogs di Reggio Emilia, ad esempio, di cui abbiamo già parlato la scorsa settimana. Un attacco basato sulla filosofia Wing-T, che di per sé è però solo un canovaccio cui va data vita da interpreti all'altezza, di cui Reggio dispone. Non sarà sempre vero che i Porcellini, come ha reiterato scherzosamente un articolo apparso sul sito web emiliano, nel fango sguazzano, ma è evidente che si muovono con efficacia e familiarità ogni volta che bisogna correre. Anche quando la linea di attacco è composta da non più di un paio di membri di quella che, a piena disponibilità di roster, sarebbe titolare. Frutto, evidentemente, di allenamento e ripetizioni.
     
     
    E' anche onesto osservare che la pioggia caduta per gran parte della gara ha dato maggiori ostacoli ai Dolphins, che hanno invece un tipo di gioco decisamente impostato verso i lanci: ed è facile immaginare come un terreno comunque cedevole si sia rivelato di maggiore ostacolo a chi doveva andare lungo o intermedio ed effettuare quei cambi di direzione che spesso costituiscono la differenza tra un pallone ricevuto ed un pallone non tenuto, senza contare quanto sia difficile impugnare e lanciare il pallone stesso, se non è perfettamente pulito. A fine partita Rocky Pentello, il quarterback dei Dolphins, aveva comunque completato 15 lanci su 25 per 147 yards nette, con un intercetto ed un sack (atterramento) subito: guardando solo le statistiche parrebbe essere stato drammaticamente inefficace il gioco di corsa, con -43 yards, ma non si tratta di deficienza tattica dei marchigiani, bensì dell'effetto dei tanti fumble (palloni persi) sullo snap, cioé l'inizio dell'azione, con Pentello che si è dovuto gettare a ricoprire il pallone parecchie yards dietro la linea di scrimmage.
     
     
    La superiorità degli Hogs si è vista specialmente nei primi due quarti, chiusi con il vantaggio nel punteggio (20-7) e nel possesso palla (16'11" a 7'49): i drive (appunto, i possessi palla composti da una serie consecutiva di azioni) degli emiliani sono durati più a lungo e si sono conclusi con un touchdown 3 volte su 4, contro l'1/4 dei (virtuali) padroni di casa, e questo divario immediato ha condizionato il resto della gara, portando i Dolphins a dover recuperare e dunque accentuare la scelta di passaggio a scapito delle corse. Gli Hogs, viceversa, efficaci anche in difesa, hanno potuto mangiare tempo e yards continuando a correre, come dimostrano alla fine le 39 corse totali, con 304 yards nette conquistate, contro i soli 8 passaggi effettuati, di cui 5 completati. In uno di essi, il touchdown di Niles Mittasch per 19 yards, l'attenzione dei difensori marchigiani sulle corse è stata tale che Mittasch, una volta effettuata dal Qb Ryan Holmes la finta di hand-off (palla consegnata "alla mano") su di lui, ha potuto proseguire la sua traccia, come viene definita in gergo, senza che nessuno degli avversari lo seguisse a uomo, ricevendo completamente indisturbato. Ora gli Hogs hanno 3 vittorie e una sconfitta, e questa è arrivata nell'ultimo drive, sul terreno dei primi in classifica, i Panthers Parma: la sfida in casa di sabato, contro i Marines, potrebbe già dare elementi di maggiore sicurezza sulle prospettive playoff.
     
     
    Che paiono tenui per i Rhinos Milano e invece dissolte per i Warriors Bologna, alla quarta sconfitta su quattro. 27-42, sabato sera. Partita molto più equilibrata rispetto a quella del pomeriggio, e caratterizzata da un andamento non nuovo alle due squadre, che non per nulla erano ancora senza vittorie (su 2 gare per i milanesi, su 3 per i bolognesi). Ovvero, equilibrio piuttosto netto fino a che una delle due squadre non gira a proprio vantaggio una circostanza, e crea un mutamento radicale della situazione. 0-7, 7-7- 7-14, 13-14, 13-20 la successione del punteggio: fin lì, dunque, sostanzialmente le due squadre si scambiano drive positivi e drive negativi, poi a inizio secondo tempo i Warriors non chiudono un 4° tentativo e sul drive successivo i Rhinos segnano con un bella corsa del Qb Brock Smith portandosi in vantaggio di due TD, 28-13, e lì i toni cambiano, perché i Warriors devono affrettare i tempi e consentono spesso ai milanesi, su ovvie situazioni di passaggio, di sistemare una difesa con uno o più defensive back aggiuntivi, per coprire sui lanci (vista anche una 3-1-7 su un 4° down e 7 dalle 13).
     
     
    Un buon doppio blitz sul 2° e 11, nel 4° quarto, porta il Qb di casa, Vincent Esposito, ad un lancio avventato (Marco Aletti, il LB Rhinos, lo aveva afferrato per una gamba ) che viene intercettato da Nick Hursky, e i Rhinos trasformano questo turnover (termine che indica il pallone sottratto all'avversario) nel touchdown del 42-21 sulla corsa di 1 yard di uno dei veterani del football italiano, Alessandro Ummarino, fullback nella I-formation chiusa da Jason Butler. I Warriors hanno poi segnato un touchdown tentando un onside kick senza successo, ma si era ormai alla fine. Dunque, di fatto, una parità in cui gli attacchi hanno avuto efficacia simile (282-284 per i Warriors le yards totali, 6.5-5.0 per i Rhinos quelle guadagnate per ogni azione, 197-103 Rhinos quelle su corsa) ma in circostanze diverse: dopo il pareggio dei Warriors sul 7-7, ad esempio, i Rhinos si sono portati 14-7 ricoprendo in end zone con il defensive back Federico Pasquini un fumble, e dopo il td di Zaccarelli che aveva avvicinato i bolognesi a -7, sul 21-28, Butler (17 corse per 140 yards) ha portato il kickoff in touchdown per 78 yards.
     
     
    Come dire: ad azione corrisponde una reazione, ma sempre dei Rhinos, più oculati nel gestire i possessi di palla. Da parte Warriors - buono il debutto del safety Frank Duong, utilizzato anche in attacco - si lamenta l'incapacità della difesa, schierata generalmente con una 3-4 in cui però il linebacker dalla parte forte, Giacomo Berti Arnoaldi Veli, gioca praticamente come un defensive end con partenza su due punti, di creare i turnover di cui si è detto, nonché una sensazione di avventura in troppe situazioni in cui bisogna ricorrere al lancio per circostanze dettate dallo sviluppo del gioco. Figli di una mentalità ancora un po' troppo "italiana" i tanti mugugni uditi sugli spalti sulle scelte offensive dei Warriors - tra l'altro molto equilibrate: al primo down 12 corse e 12 lanci - ma è evidente che nello 0-4 si ritiene, nell'ambiente, che le colpe non siano solo dei giocatori; nemmeno di Esposito, criticabile certo per alcune forzature in momenti decisivi, apparentemente figlie più del desiderio di risolvere situazioni che di dimostrare genialità, ma responsabile non unico. Milano, invece, ha fatto quel che doveva fare, con pulizia e pochi errori, e non ha risentito troppo, in difesa, della scelta bolognese di effettuare più lanci che corse. Butler ha avuto 8.2 yards a portata, con un massimo di 48 sul touchdown iniziale in cui ha indovinato il buco giusto su un blitz bolognese, e Smith non ha dovuto forzare nulla, come dimostrano i soli 7 lanci effettuati (con 7 completi) per 35 yards. 
     
     
    Classifica: Panthers Parma 3 vinte 0 perse; Hogs Reggio Emilia e Lions Bergamo 3-1; Elephants Catania 2-1; Marines Lazio e Giants Bolzano 2-2; Rhinos Milano 1-2; Dolphins Ancona 0-3; Warriors Bologna 0-4.
    Prossime partite: 24 aprile ore 15 Elephants-Dolphins, ore 18 Rhinos-Lions, ore 20 Hogs-Marines; 25 aprile ore 15 (allo stadio... 25 Aprile!) Panthers-Warriors.

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