A Blardone il gigante in Alta Badia

Terza vittoria della carriera sulla Gran Risa
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Sport invernali

A Blardone il gigante in Alta Badia

Terza vittoria della carriera sulla Gran Risa

Sesto dopo la prima manche affrontata con il pettorale 19, Max ha costruito il successo proprio nella prima discesa. Il tracciato era stato papà Kostelic, con le solite porte molto angolate e, di conseguenza, con pista che nelle curve si segnava inevitabilmente dopo i primi passaggi. Ma Blardone, solitamente aggressivo, ha sciato egualmente con grinta ma pure con leggerezza. Dentro di sè aveva una gran voglia di far bene: perun decennio il piemontese è sempre stato tra i primissimi in questa disciplina avendo come unica vera e sconfortante lacuna i grandi appuntamenti di mondiali ed olimpiadi dove è sempre stato un flop, forse per troppa emotività.


Ma in coppa delmondo invece è sempre stato uno da battere: oltre alle vittorie, sinora Blardone ha infatti collezionato anche altri 15 podi ed una sfilza di piazzamenti. Carattere tosto, Max per certi periodi ha cercato anche di far da solo, nel senso di costruire artigianalmente attorno a sè una piccola squadra. Gli è stato consentito per un breve periodo ma senza risultati eclatanti. Poi, nella passata stagione, come per il resto degli italiani, c'è stato in gigante una sorta di calo con gliazzurri spariti tra i migliori 15 della coppa del mondo,relegati quasi tra le comparse: una umiliazione.


L'inizio di questa stagione, partendo con pettorali più alti del solito,non è stato facile. Come non lo era stamani sulla Gran Risa: il19 di Max Blardone non era davvero un pettorale da invidiare su un tracciato che inevitabilmente, soprattutto nelle curve, si segnava facendo vibrare e ballare gli sci con conseguenti rallentamenti.


La prima manche aveva visto in testa la solita coppia dei dominatori stagionali: l'americano Ted Ligety e l'austriaco Marcel Hirscher. Terzo l'intramontabile Aksel Svindal, norvegese doc. Pareva una gara segnata. Ma nella seconda manche gli azzurri hanno tirato fuori gli attributi. Lo si e' capito subito con la discesa di Davide Simoncelli (compagno di squadra ma certo non amico di Max) e Giovanni Borsotti, rispettivamente 29/o e 28/o dopo la prima manche. I due hanno sfruttato al massimo la pista ancora pulita risalendo quasi una ventina di posizioni. Ma il capolavoro -mentre i rivali si perdevano sul fondo tormentato della Gran Risa - l'ha fatto Max Blardone volando veloce, aggressivo e contemporaneamente leggero nonostante sotto gli sci la neve fosse proibitiva.


Poi, tagliato il traguardo e capito subito cheaveva fatto una vera impresa, con uno dei bastoni da sci ha colpito ripetutamente la neve urlando tutta la sua gioia. Max Blardone è tornato. L'Italia pure.   L'Italia del resto - mentre quella donne ha deluso nello speciale di Courchevel, vinto dalla solita austriaca Marlies Schild, con la sola Nicole Gius ultima in classifica - e' attesa alla conferma domani con lo slalom speciale di Alta Badia. E' la gara per Cristian Deville, secondo posto una settimana fa negli Usa, e per Giuliano Razzoli che proprio oggi ha festeggiato i suoi 27 anni.
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