Terza tappa a Goss

Maxi-caduta durante la volata finale. Phinney resta in rosa
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07-05-2012

Giro d'Italia 2012

Terza tappa a Goss

Maxi-caduta durante la volata finale. Phinney resta in rosa

La seconda ed ultima volata in terra danese del Giro d'Italia parla australiano. A vincere la terza tappa, la Horsens-Horsens di 190 chilometri, al termine di uno sprint a dir poco rocambolesco, e' stato Matthew Goss, ieri secondo ed oggi in grado di ottenere con un grande spunto la sua prima vittoria stagionale, la seconda sulle strade rosa dopo quella ottenuta nel 2010 a Cava dei Tirreni.

Alle spalle dell'australiano si piazzano l'argentino Juan Jose' Haedo (Saxo Bank) e l'americano Tyler Farrar (Garmin-Barracuda), con quest'ultimo che dunque non riesce a dedicare una vittoria al suo amico Wouter Weylandt, il corridore belga morto durante il Giro 2011 e ricordato alla partenza assieme al sindaco di Horsens, Jan Trojborg, scomparso ieri.

"Due ragazzi sono arrivati davanti a me a due chilometri dall'arrivo e mi hanno lanciato, ho continuato la volata e credo di aver avuto pochissimo vantaggio - spiega Goss, 25 anni, vincitore nel 2011 della Milano-Sanremo - "E' il mio secondo successo nella corsa rosa, sono felicissimo di venire al Giro e vincere una volata, i miei compagni hanno fatto un grande lavoro, sono stati bravissimi nel lanciarmi nelle ultime centinaia di metri".

Ad assumere il ruolo di involontario protagonista, pero', e' Roberto Ferrari. Il bresciano dell'Androni, ben messo nel finale, cambia improvvisamente traiettoria e finisce per atterrare il campione del mondo Mark Cavendish (Sky), che stava sopraggiungendo da dietro per una prestigiosa doppietta. Finisce a terra, nell'occasione, anche il giovane americano Tayler Phinney (Bmc), alla sua seconda caduta di fila: la maglia rosa pero' resta sulle sue spalle, anche se al traguardo deve ricorrere alle cure dei medici per un dolore al piede che non dovrebbe compromettere il prosieguo della sua corsa. 

Attimi di suspance per Ferrari: la giuria visiona i filmati e poi decide per la sola retrocessione, dopo che si era sparsa la voce di una possibile esclusione. A nome dell'Androni e di Ferrari si scusa con Cavendish il team manager, Gianni Savio. Scuse che 'Cav' difficilmente accettera' sia per la rabbia di aver perso una ghiotta occasione che per gli acciacchi fisici rimediati dalla botta.

E Ferrari? A caldo parla solo di sprint sfortunato, poi, quando gli prospettano una squalifica, si fa duro: "Quando e' partito Farrar sono partito anch'io e forse Cavendish si e' agganciato dietro - la sua versione dei fatti - Non sapevo chi avevo dietro, quando siamo partiti mi sono buttato a destra, ho fatto la mia volata. Ero sulla mia traiettoria, quello che succede dietro non mi importa".

Per fortuna c'e' il trasferimento in Italia che plachera' gli animi: il Giro domani osservera' il primo dei due giorni di riposo per tornare in patria, e piu' precisamente a Verona, dove mercoledi' si disputera' la cronometro a squadre di 33,2 chilometri che potrebbe dare una nuova fisioniomia alla classifica generale. Anche se Phinney, con il supporto della Bmc, potrebbe tranquillamente restare al comando della corsa.

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