Un lungo applauso, poi il silenzio

Nella Basilica di Santa Croce a Firenze l'ultimo saluto a Davide Astori

1520503148641_GettyImages-921822552.jpgUn lungo applauso delle circa diecimila persone presenti in piazza Santa Croce a Firenze ha 'salutato' l'ingresso nella Basilica, fra due ali di bambini del settore giovanile della Fiorentina, del feretro di Davide Astori dove e' in corso la cerimonia funebre.

Il feretro e' rimasto per oltre venti minuti all'interno del carro funebre davanti al sagrato della Basilica, a causa del malore che ha colto il padre della compagna all'interno della chiuesa.

Oltre alla dirigenza viola al completo, a partire dai fratelli Della Valle, le rose della prima squadra maschile e femminile e tutti i settore giovanile della Fiorentina, presenti all'interno della Basilica di Santa Croce vari rappresentanti del mondo delllo sport, fra cui il presidente del Coni Giovanni Malago', il sindaco di Firenze, Dario Nardella, il segretario dimissionario del Pd, Matteo Renzi, il commissario della Figc, Roberto Fabbricini, il sub commissario Alessandro Costacurta, il ministro dello Sport Luca Lotti, e i rappresenti di vari club, fra cui la Roma, con Francesco Totti in testa, l'Inter, con il vicepresidente Javier Zanetti e la Juventus con, fra gli altri Buffon, Chiellini e Massimiliano Allegri.

Il feretro con il corpo di Davide Astori prima di raggiungere piazza Santa Croce e' passato nei pressi dello stadio 'Franchi' di Firenze ed e' stato omaggiato da circa mille tifosi viola.

Presenti in piazza Santa Croce varie corone di fiori di moltissimi club italiani ed esteri, oltre agli striscioni della tifoseria organizzata viola.

La morte improvvisa di Davide Astori "ci richiama a maggiore umilta', a tanta gratitudine, a quel senso del limite che spesso manca in questo tempo di superbia. E non a caso, nel fare memoria del capitano, molti hanno ricordato la sua umilta', il senso di responsabilita', la semplicita' e la modestia che lo rendevano a tutti cosi' caro".

Lo ha detto l'arcivescovo e cardinale di Firenze, Monsignor Giuseppe Betori, nel corso dell'omelia della cerimonia funebre per il capitano della Fiorentina, Davide Astori.

"Al tempo stesso, mentre contempliamo la fragilita' della vita, ne scorgiamo anche la grandezza e lo splendore, quella preziosita' che la fa tanto rimpiangere quando viene meno - ha aggiunto monsignor Betori -. E anche sulla bellezza della vita c'e' un messaggio importante che la morte di Davide Astori lascia a tutti noi. Abbiamo scoperto in questi giorni, con ammirazione, l'impegno del capitano per i bambini malati nel nostro ospedale Meyer e in Paesi lontani. Ma non meno significativa e' stata la testimonianza di suoi compagni piu' giovani, che nella squadra si sono sentiti da lui accolti, indirizzati, sorretti. La sua vita spezzata da un male misterioso richiami tutti noi a prenderci cura della vita degli altri, soprattutto dei piu' deboli e dei piu' miseri".

"Siamo in tanti qui e in questi giorni attorno al ricordo di Davide - ha proseguito monsignor Betori -. Sento il dovere, per questo, di dire a Francesca e ai genitori e fratelli che tanto affetto non vuole togliere nulla al loro dolore, che resta unico e che come tale e incommensurabile riconosciamo. La nostra presenza, semmai, vorrebbe sostenerlo un po' il loro dolore, per quel che puo' riuscire a fare una vicinanza che non puo' mai essere una sostituzione".

"Questo affetto e questa sofferenza corali ci dicono di Davide la saldezza dei suoi legami familiari; la profondita' dell'amore e del progetto di vita che lo ha legato per sempre a Francesca e, grazie a lei, la tenerezza del suo affetto paterno per la piccola Vittoria; il suo impegno come uomo di sport nelle squadre in cui e' stato protagonista sui campi da calcio d'Italia e prima ancora nel tessere legami aperti, leali, costruttivi con i compagni, per trovare poi quel ruolo di capitano nella Viola che lo consacra per sempre alla storia di questa societa'; infine, il suo inserimento in questa nostra citta' di Firenze, che lo riconosce oggi come uno dei suoi, un fiorentino, da sempre e per sempre".

L'arcivescovo e cardinale di Firenze ha poi sottolineato che "non posso tralasciare che Davide Astori e' stato un importante uomo di sport.-ha concluso monsignor Betori- La scomparsa di Davide ha raccolto tante attestazioni da parte di chi gli era vicino proprio a riguardo della ricchezza di valori che egli incarnava con spontaneita' e verita'. Essergli grati, significa esserne eredi, con consapevolezza e semplicita'".

"Piangiamo anche noi di fronte alla morte dell'amico Davide, con la certezza che lo ritroveremo vivo, cosi' come Gesu', il risorto, ha promesso ai suoi e di questo ci offre un segno in ogni pezzo di vita che saremo riusciti a ricostruire in chi ne aveva bisogno, donando noi stessi - ha concluso monsignor Betori - Per Francesca sara' naturale farlo, tra le lacrime, verso Vittoria. Agli uomini della Viola e' affidato il compito di mostrarlo, pagandone il prezzo della sofferenza, come e' per ogni cosa bella, in uno slancio di generosita' e di reciproco sostegno, in un vero gioco di squadra. Sentiamolo come un compito anche per ciascuno di noi sulle strade di questa citta', anche noi pronti ad affrontare la sofferenza, nel servizio verso quanti hanno bisogno di noi. E allora sara' ancora vita, sara' comunque dono, comunione, condivisione, amore".

Si e' conclusa con un lungo applauso e l'inno della Fiorentina cantato dai circa diecimila presenti in piazza Santa Croce a Firenze, la cerimonia funebre per Davide Astori.

All'uscita del feretro del difensore gigliato sono stati accesi fumogeni viola e si e' levato il coro: "Un capitano, c'e' solo un capitano".

Il carro funebre si e' mosso in uscita da piazza Santa Croce fra gli applausi della gente e si sta dirigendo verso San Pellegrino Terme, dove il corpo del capitano della Fiorentina verra' seppellito nel cimitero comunale della localita' in provincia di Bergamo.

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  • pubblicato08.03.2018
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