'Dimissioni Ventura? Non mi risulta'

Tavecchio: 'Io mi sono dimesso, l'unico, il resto conta poco'

1527502327230_DYM6yeDWAAEA1rL.jpg"Non posso sentire uno che dice in tv che ha dato le dimissioni, non mi risulta".

Carlo Tavecchio, ex presidente della Figc 'smentisce' Gian Piero Ventura, che ieri sera ha rivelato come la Federazione avesse respinto le sue dimissioni dopo la partita di qualificazione mondiale con Israele.

"Ho sentito Oriali, Ulivieri, Uva, a me non ha mai dato nessuno le dimissioni anzi mi e' stato detto che avremo fatto un grande Mondiale - racconta ancora Tavecchio - 'Stupiremo ai Mondiali', mi e' stato detto, lo chieda a chi vuole. Io non faccio commenti su quel che dicono gli altri io dico solo quello che e' successo e che a me e' costato. Ventura soffre per l'Italia fuori dai Mondiali? Io soffriro', ma c'e' un problema: io mi sono dimesso, l'unico, il resto conta poco. Ho preso in carico tutte le tragedie di quel momento e le ho fatte mie anche se non ho mai fatto un tiro o calciato un rigore, anche se la Federazione aveva fatto cose importanti mi sono dimesso".

L'ex presidente federale, sul mancato esonero di Ventura dopo la sconfitta in Spagna, non ha niente da rimproverarsi: "quale presidente che ha un contratto con un allenatore, che vince 7 partite con 2 pari e solo una sconfitta - anche se andare a fare il 4-2-4 e' una cosa particolare - puo' esonerare un tecnico? Io uso soldi di terzi, se cacci un tecnico lo devi pagare e io non usavo soldi miei, ho fatto l'interesse della Federazione. Credevo che la situazione fosse superabile, dopo la gara in Svezia in cui abbiamo perso solo 1-0 e per un autogol ero convinto ci saremmo qualificati. Io non ho avuto sentore di dissidi di spogliatoio, quando sono sceso negli spogliatoi ho visto ragazzi disperati".

Anche sulla questione della 'delegittimazione' di Ventura con la nomina di Ulivieri a dt, Tavecchio fa chiarezza: "Non abbiamo nominato nessun direttore tecnico, Renzo Ulivieri era il vicepresidente della Figc, Ventura ha avuto carta bianca in tutto e per tutto ed aveva piu' potere di un direttore tecnico".

L'ex presidente Figc rivendica quanto di buono arrivato sotto la sua gestione, approva la nomina di Mancini a ct ("sono interista e Mancini non puo' non piacermi, i Mondiali si vincono all'80% coi giocatori, il resto con l'allenatore") e il ritorno in azzurro di Balotelli ("La Nazionale non puo' non tenere conto di Mario") e sulla situazione in via Allegri aggiunge: "Finche' sono stato io presidente non c'e' stato commissario, il commissariamento e' un atto punitivo che io ho cercato di evitare. Fatto fuori me per rinnovare e poi torna Abete? Non so se e' un ritorno al passato, Giancarlo Abete e' una persona perbene, fara' gli interessi della Federazione".
 

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  • pubblicato28.05.2018
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