Montella: "Fa piacere avere tanta fiducia"

Il tecnico del Milan non pensa alla società: "Non invidio affatto l'Inter"

1476260417543_pell.jpg"La responsabilita' c'e' a prescindere se alleni il Milan, pero' fa piacere ci sia tanta fiducia. E dire che io non sono uno che coltiva molto le relazioni, non sono un ruffiano".

Cosi' Vincenzo Montella. L'ex "aeroplanino", in questo momento di nuovi equilibri societari ancora da definire, e' l'uomo su cui il popolo rossonero punta fidandosi del suo modo di lavorare.

"Mi trovo bene qui, ho capito che e' una citta' che offre molto, soprattutto alla sera, da allenatore dico ahime'! Vivo a San Siro, mi piace Brera". E gli piacerebbe continuare ad avere Riccardo Montolivo a sua disposizione. Non sara' cosi' e anche a lungo dopo il grave infortunio rimediato dal capitano rossonero in Nazionale. "Credo sia quasi insostituibile, garantisce le due fasi, ha un peso in squadra e nello spogliatoio. Sara' una perdita anche maggiore di quanto si possa pensare. Locatelli? Nelle ultime partite e' entrato sempre in momenti decisivi, quindi ha la mia massima fiducia. Nel contempo bisogna ricordare che ha 5-6 spezzoni di partite in serie A. Mi sarebbe piaciuto farlo crescere piu' lentamente".

Per Montella Montolivo e' insostituibile, eppure e' tra i giocatori piu' fischiati a San Siro. "Essendo il capitano, uno dei giocatori piu' rappresentativi, presente in questi ultimi anni di risultati inferiori alle aspettative e' stato il piu' preso di mira. Giocare per il Milan comporta anche farsi scivolare tutto addosso". Lavora con i giovani e poteva essere il ct azzurro. "Quello dei giovani italiani e' un progetto di Berlusconi, lui ne avrebbe voluti 11 titolari. Io credo che il c.t. debba avere i capelli bianchi. E' vero che da quando sono a Milano qualche capello bianco mi e' venuto".

Guardando al campionato, per Montella la Juve "sulla carta e' nettamente piu' forte. Pero' il Napoli ha venti giocatori sullo stesso livello". Mentre pensando al suo Milan, ha detto che il competitor dei rossoneri sara' l'Inter. "Avevo citato anche il Sassuolo, ma solo alla fine del girone di andata si capira' meglio. Poi a gennaio c'e' il mercato di mezzo. La fortuna? Non viene per caso. Anche tra prendere un palo o fare gol ci passa mezzo metro e mezzo metro nel calcio e' tutto".

Per Montella finora il suo Milan "ha raggiunto risultati medio-alti rispetto alle nostre aspettative, con possibilita' di crescita. A me piace che attorno alla squadra ci sia un clima di ottimismo e ci sia anche nella testa dei giocatori. Bisogna essere positivi per migliorare". Durante il camciomercato Montella ha mostrato un grande autocontrollo. "Sono abituato a controllarmi! Ogni tanto mi scappa qualche battuta, perche' l'indole e' quella. Mi piacerebbe prenderla piu' alla leggera".

L'Inter e' gia' dei cinesi, il ilan sta per diventarlo, ma Montella non ha nulla da invidiare al club nerazzurro. "Non ci penso, davvero. Abbiamo un numero di energie limitate e io cerco di non sprecarle, mi concentro solo sull'aspetto tecnico". E qui torna in ballo il discorso Montolivo. "A gennaio ci servirebbe un giocatore con le sue caratteristiche, che sappia giocare anche in un centrocampo a due. Fabregas? Non ha proprio quelle caratteristiche".

Il rinnovo di Donnarumma e' un altro tema caldo in casa Milan e il procuratore del ragazzo ha gia' mandato i suoi segnali. "Raiola fa il suo mestiere, poi ci pensera' la societa'", taglia corto Montella che non si esprime sul caso Pelle' e che parla del suo rapporto con i calciatori e delle spiegazioni che da' a chi rimane fuori. "I giocatori sanno che se le vogliono le hanno. Quando ho escluso Bacca le avevo date. Lui l'aveva presa male infatti si e' visto in campo".

E' stato un grande attaccante e ha avuto la fortuna di avere al suo fianco i migliori assist-man del calcio italiano. "Da giocatore il massimo erano Mancini e Totti perche' mi facevano segnare, soprattutto Roberto. Ma da allenatore vorrei Veron". Un accenno sul rapporto con Berlusconi. "La prima domanda che mi fa e': chi sono i due attaccanti? Io gli rispondo: quindi non possiamo giocare a tre?". Spesso si dice che l'allenatore e' un uomo solo, a Montella va benissimo cosi': "Io amo la solitudine, godo della solitudine".

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  • pubblicato12.10.2016
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