La Camorra fermò Pantani

E' quanto emerge dalle indagini della Procura di Forlì

1457961103649_463494706.jpgFu la camorra a fermare Marco Pantani il 5 giugno del 1999 alla vigilia della penultima tappa del Giro d'Italia con Gava, Mortirolo e Aprica.

La rivelazione emergerebbe dalle indagini della Procura della Repubblica di Forlì per la quale "un clan camorristico minacciò un medico - scrive il pm Sottani - per costringerlo ad alterare il test e far risultare Pantani fuori norma".

Un controllo antidoping effettuato a Madonna di Campiglio trovò il pirata con un ematocrito al 51,9% contro il 50% consentito dalle norme dell'Uci, la federciclismo mondiale.

Da quel momento cominciò la caduta del pirata conclusa con la sua morte. Secondo quanto pubblicato sarebbero state le scommesse miliardarie contro Pantani a spingere a questo progetto per far perdere il romagnolo, progetto rivelato anche dalla famosa frase del bandito Renato Vallanzasca in carcere: "Un membro di un clan camorristico in carcere mi consigliò fin dalle prime tappe di puntare tutti i soldi che avevo sulla vittoria dei rivali di Pantani.

`Non so come, ma il pelatino non arriva a Milano. Fidati`. La Procura di Forlì può soltanto archiviare perché i reati sono prescritti. Diverso invece il fronte civile e sportivo, sul quale i legali della famiglia Pantani stanno lavorando per capire se possano esserci spiragli per qualche azione.

"Si'", ripetuto cinque volte, come risposta alla domanda se e' vero che ci fu un complotto della Camorra per far perdere il Giro d'Italia a Marco Pantani nel 1999.

L'affermazione e' contenuta alla fine di un'intercettazione, diffusa da Premium Sport: una telefonata di un detenuto vicino alla Camorra e ad ambienti legati alle scommesse clandestine con un parente. L'intercettato sarebbe la persona che, secondo Renato Vallanzasca, gli confido' in prigione quale sarebbe stato l'esito del Giro del '99, ovvero che Pantani non avrebbe finito la corsa. Sul presunto complotto indagano la Procura di Forli' e atti sono stati trasmessi anche alla Dda di Bologna.

Il detenuto nella telefonata racconta di essere stato interrogato sulla morte di Pantani: "All'epoca dei fatti, nel '99, loro (i Carabinieri, ndr) sono andati a prendere la lista di tutti i napoletani che erano..." in carcere "insieme a Vallanzasca. E mi hanno trovato pure a me - spiega - Io gli davo a mangia'. Nel senso che, non e' che gli davo da mangiare: io gli preparavo da mangiare tutti i giorni perche' e' una persona che merita.  da tanti anni in galera, mangiavamo assieme, facevamo societa' insieme".

Vallanzasca, ricorda il detenuto, ha fatto dichiarazioni "dicendo che un camorrista di grosso calibro gli avrebbe detto: 'Guarda che il Giro d'Italia non lo vince Pantani, non arriva alla fine. Perche' sbanca tutte 'e cose perche' si sono giocati tutti quanti a isso. E quindi praticamente la Camorra ha fatto perdere il Giro a Pantani. Cambiando le provette e facendolo risultare dopato. Questa cosa ci tiene a saperla anche la mamma". E quando il parente domanda "Ma e' vera questa cosa?", la risposta e' "Si', si', si'? si', si'".    

"Le parole di questa intercettazione fanno male, e' una conferma di quello che ha sempre detto Marco, cioe' che l'avevano fregato. Io mio figlio lo conoscevo molto bene: Marco, se non era a posto quella mattina, faceva come tutti gli altri. Finalmente la gente ora potra' dirlo, anche se tanta gente sapeva che l'avevano fregato. Io sono molto serena oggi: finalmente sono riuscita e sono riusciti a trovare queste cose", ha commentato sempre la madre di Pantani, Tonina. A Forli' e' dunque in corso una delle due inchieste riaperte a distanza di anni su Pantani. A Rimini si attende la decisione del Gip sulla richiesta di archiviazione della Procura nell'inchiesta bis sulla morte. 

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  • pubblicato14.03.2016
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