Infantino: “Cambierò tutto”

Il candidato FIFA promette nuove regole e riforma dei mondiali

1456307597523_508571584.jpgTorino, 24 feb. - "Sono orgoglioso delle mie radici e onorato dell'appoggio della Figc. Sono figlio di immigrati: papà di Reggio Calabria, mamma della Valcamonica. Lei aveva un chiosco per la vendita di giornali e cioccolata. Lui lavorava in ferrovia, nei vagoni letto. Sono cresciuto alla stazione: se volevo vedere i miei, dovevo andare lì".

Così Gianni Infantino nel corso di una lunga intervista a La Repubblica a due giorni dalle elezioni per la presidenza della Fifa a cui è candidato. "Per pagarmi gli studi, ho lavorato nelle carrozze letto e alla pulizia dei vagoni, oltre ad aiutare mia madre nel chiosco. Ho lavorato sodo, specializzandomi in diritto sportivo, secondo i loro valori: rispetto e dedizione assoluta. Ha funzionato quasi in tutto", ha aggiunto il braccio destro di Michel Platini alla Uefa. E proprio dopo tanti anni nell'organizzazione dell'organo di governo del calcio europeo, ora il possibile grande salto alla Fifa con l'obiettivo di ripulire un'immagine sporcata da scandali e corruzione. "Il calcio conta troppo per troppe persone al mondo. E' per loro che dobbiamo rialzarci. La sfida è enorme - spiega Infantino -, ma io ho esperienza, visione a 360 gradi e non temo i cambiamenti. Voglio fare la differenza. Nessuno, ad esempio, combatte il calcioscommesse come l'Uefa".
 
Il segretario generale dell'Uefa si definisce "riformista, perché servono riforme. Ma anche uomo di azione. L'urgenza è ricostruire fiducia con riforme strutturali e culturali: un nuovo consiglio e un limite al mandato dei dirigenti, presidente incluso". La trasparenza pare utopia, dato il groviglio di interessi sui Mondiali. Per Infantino però "no, se si pubblicano gli stipendi dei dirigenti, poi si nomina un supervisore e si impone il bando per ogni contratto commerciale". Il dirigente italo svizzero è stato da sempre al fianco di Platini, sospeso per 8 anni così come Sepp Blatter. "Con lui continuo ad avere un ottimo rapporto. Il nostro fair-play finanziario rimane un successo - ha detto - le perdite dei club sono diminuite da 1.7 miliardi a 300 milioni di euro in 2 anni. Ora una delle mie proposte chiave per la Fifa è la trasparenza dei flussi di cassa in entrata e in uscita".
 
In merito alle critiche sul Fifa legends team, Infantino difende la sua iniziativa e dichiara: "dimostrerà che il calcio cambia la vita in meglio. I fuoriclasse, in giro per il mondo, racconteranno ai ragazzi le proprie storie personali".
Capitolo tecnologia in campo. Infantino considera "giusto aprire il dibattito, ma va testato l'impatto sul gioco". Uno dei suoi cavalli di battaglia è invece il Mondiale a 40 squadre: "Peggiorerebbe il livello? Al contrario. Permetterebbe a più Federazioni di investire piu' risorse nella formazione e aumenterebbe l'incertezza delle qualificazioni, allargando la partecipazione al 19% delle federazioni". C'è chi pensa che alla fine Al Khalifa diventerà presidente e Infantino amministratore delegato: "Nessun accordo tra noi, sono in gara per vincere. Ho riscontri incoraggianti. Non sono il candidato dell'Europa, ma del calcio. Voglio un segretario generale non europeo e una rappresentanza diversificata, competente e qualificata, di tutte le confederazioni continentali".
 

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  • pubblicato24.02.2016
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