Il Mondiale dal 2026 a 48 squadre

Il Consiglio della Fifa ha ratificato la proposta del presidente Infantino

1484042248664_Getty-600034331 3.jpgI Mondiali di calcio, a partire dall'edizione del 2026, vedranno in campo 48 squadre.

Lo ha deciso all'unanimita' il Consiglio della Fifa, la federazione internazionale, riunitosi a Zurigo. I 33 votanti hanno deciso di accettare il format dei sedici gruppi composti da tre nazionali. 

La riforma, voluta dal presidente Gianni Infantino, e' stata criticata da alcuni esponenti del calcio mondiale ma la prospettiva di generare entrate supplementari e di far partecipare un numero superiore di paesi alla rassegna iridata ha superato ogni dubbio.

L'allargamento della platea delle squadre partecipanti alla fase finale della coppa del mondo deciso dalla Fifa vedrà una suddivisione in 16 gironi da 3 squadre con un incremento del numero delle partite dalle attuali 64 a 80.

Le prossime due edizioni dei mondiali, Russia 2018 e Qatar 2022, vedranno ancora il vecchio format a 32 squadre.

I dettagli del nuovo formato della coppa del mondo verranno chiariti al termine dell'incontro del Consiglio Fifa ma è plausibile che a qualificarsi alla fase a eliminazione diretta, che partirà dai sedicesimi, saranno le prime due squadre dei 16 mini-gironi da 3 squadre. Questo format garantirà dunque il mantenimento di un massimo di 7 partite per le nazionali che arriveranno alla finalissima, come succede oggi con la competizione a 32, l'aumento dei match da 64 a 80 non dovrebbe portare la durata della fase finale del mondiale oltre i 32 giorni.

Un punto aperto resta l'assegnazione dei posti per ogni confederazione; africani, asiatici, nord e centroamericani chiedono maggiori spazi rispetto ad oggi. Attualmente la zona Uefa può contare su 13 nazionali qualificate ai mondiali, 5 posti sono assegnati all'Africa, 4-5 al Sudamerica, 3-4 alla Confederazione nord e centroamericana, da 0 a 1 all'Oceania.

Le attuali regole prevedono due playoff per accedere alla fase finale dei mondiali, uno tra la confederazione asiatica e quella nord e centroamericana (Concacaf), l'altro tra Oceania (Ofc) e Sudamerica (Conmebol). Si qualifica di diritto il paese ospitante, vale a dire la Russia per l'edizione del 2018 e il Qatar per quella del 2022.

Non è la prima volta che il mondiale vede modificato il suo format. La prima edizione della coppa del mondo disputata in Uruguay nel 1930 fu giocato da 13 squadre che divennero 16 quattro anni dopo in Italia, 15 in Francia nel 1938. La formula a 16 adottata in Svizzera nel 1954 è rimasta invariata fino al 'Mundial' del 1982 in Spagna salendo poi alle attuali 32 partecipanti in Francia nel 1998.

L'Eca, l'Associazione europea dei club, ribadisce il suo no all'allargamento a 48 squadre dei Mondiali approvato oggi dal Consiglio Fifa. L'Associazione, in una nota, sottolinea di non comprendere le ragioni dietro questo cambiamento visto che il format attuale con 32 nazionali "ha dimostrato di essere la formula perfetta sotto ogni punto di vista. Discutibile e' anche l'urgenza con cui e' stata presa una decisione cosi' importante, visto che mancano 9 anni alla sua implementazione, senza l'appropriato coinvolgimento delle altre parti in causa. Comprendiamo che questa decisione e' stata presa piu' per ragioni politiche che sportive e sotto considerevoli pressioni politiche, qualcosa che l'Eca ritiene incresciosa".

L'Eca si riserva di studiare in dettaglio l'impatto e le conseguenze per i club del nuovo format in vista della riunione dell'esecutivo in programma a fine mese.

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  • pubblicato10.01.2017
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