Il Cagliari affonda l'Inter

Vittoria dei sardi in rimonta, 2-1 a San Siro. La Lazio acciuffa il Bologna al 97'. Il Sassuolo vince in casa. Pari tra Genoa ed Empoli

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InterCagliari
La Curva Nord contesta Mauro Icardi e l'argentino sbaglia un rigore a San Siro contro il Cagliari. Finisce 2-1. Succede tutto nella ripresa: all'11 vantaggio di Joao Mario, poi pareggio di Melchiorri al 26' e gol vittoria dell'attaccante per i sardi al 40', con deviazione finale di Handanovic. L'Inter non sa più vincere a San Siro, dove ha battuto solo la Juventus. Tre punti d'oro per il Cagliari, che va a +2 sui nerazzurri (13 a 11). Brutto ko per i padroni di casa, in campo nel finale con un modulo arrembante ma scriteriato.

Alta tensione al 'Meazza' dopo il battibecco fra il tifo organizzato interista e il capitano, accusato di aver ricostruito male nella sua autobiografia, dal titolo 'Sempre avanti', i fatti del Mapei Stadium del febbraio 2015, con l'attaccante protagonista di un dissidio con i capi della curva. Che continuano a insultare Icardi tra cori e striscioni demoralizzanti. Al 5', Perisic di testa anticipa Ceppitelli, sul corner da destra di Di Gennaro, e la palla finisce di un soffio sul fondo. Passano sei minuti e Bruno Alves salva su Icardi, servito da Perisic con un cross da sinistra. Ci prova anche Candreva al 17', ma il suo destro al volo finisce sul fondo. La partita può cambiare al 26', quando Valeri, assistito dall'arbitro di porta, l'internazionale Rizzoli, fischia un rigore su Icardi per la trattenuta di Bruno Alves. L'argentino, con i nervi a fior di pelle per la contestazione della Curva Nord, che continua a mostrare striscioni e a intonare cori contro di lui, sbaglia in malo modo. Ciabattata sul fondo.

Applausi di incoraggiamento dei nerazzurri allo stadio, mentre dal tifo organizzato, senza pietà, piovono ancora ingiurie e urla a favore di Javier Zanetti. Terzo errore negli ultimi quattro penalty calciati in Serie A per il numero 9, fresco di rinnovo fino al 2021. Poi non succede molto altro, anche se Joao Mario non trova il vantaggio solo per una questione di mira sbilenca: la prima volta al 31' e poi al 43' due conclusioni del portoghese non vedono la porta.

La ripresa al via con un brivido per l'Inter. Palla persa di Santon in mezzo al campo, Padoin scappa via e serve la palla a Di Gennaro, che non trova il bersaglio con un tiro a giro. Intanto, al 51', Joao Mario mette dentro e Pisacane salva in angolo. Al 54' doppio miracolo di Handanovic prima su Melchiorri e poi su Sau, poi Pisacane deposita in rete ma Valeri annulla per fuorigioco. Dall'altra parte del campo, il solito Joao Mario ribadisce in rete in scivolata dopo una parata di Storari sul suo stesso tiro che non trattiene. È l'1-0 dell'Inter. Proteste del portiere del Cagliari per un presunto fallo su di lui. Ancora, Handanovic super su Di Gennaro e Melchiorri spara sul fondo dal limite. Mentre Icardi si danna per recuperare un pallone dietro l'altro, la Curva Nord lo insulta senza freni. Ancora l'argentino sbaglia un gol facile al 69': cross al bacio di Ansaldi e frustata di testa sul fondo. E al 71' arriva il pareggio di Melchiorri, bravo ad approfittare di un rimpallo in area e a superare Handanovic.

Poi la girandola di cambi con Frank de Boer che si sbilancia con Jovetic al posto di Ansaldi a 10' dalla fine. Intanto, il tarantolato Melchiorri anticipa di testa Murillo ma non trova la porta di un soffio di testa. Inter in confusione. All'85', l'attaccante firma il raddoppio con un rocambelesco tiro da destra dopo un'uscita a farfalle di Handanovic: è 2-1. Non è finita, perché il portiere dell'Inter è costretto ancora ai lavori forzati su Borriello, Isla e Padoin. Brutta caduta per i nerazzurri, che hanno sicuramente risentito del pessimo clima fra ultras e Icardi ma che nel finale hanno perso la bussola. Festa, invece, sotto la curva per il Cagliari, ora a quota 13.


SassuoloCrotone
Un Sassuolo in formato corazzata vince in rimonta, 2-1 il finale, grazie alle reti segnate da Sensi e Iemmello, contro un Crotone che fino al 37' della seconda frazione di gioco aveva assaporato il dolce sapore della prima vittoria in serie A, grazie alla rete dell'iniziale vantaggio messa a segno da Falcinelli. Archiviata la sconfitta a San Siro rimediata contro il Milan, Di Francesco opta per il consolidato 4-3-3, con Politano e Ricci in appoggio al francese Defrel. Dall'altra parte, Nicola, ancora secco di vittorie in campionato e alla disperata ricerca di punti salvezza, risponde scegliendo anche lui il 4-3-3, con Tonev e Palladino a supporto dell'ex di turno Falcinelli. I calabresi partono subito a mille e, al 2', Rosi si invola sulla destra e crossa basso al centro per Falcinelli che a tu per tu con Consigli non sbaglia per il vantaggio della squadra di Nicola.

Sorpreso dall'inizio frenetico degli avversari, il Sassuolo non si abbatte e prova a rialzare subito la testa e appena un minuto dopo la rete subita Ricci serve Defrel che si coordina e in mezza rovesciata colpisce la traversa. La squadra di Di Francesco non toglie il piede dall'acceleratore e, all'8', Ferrari innesca con un retropassaggio poco preciso Defrel che davanti a Cordaz sbaglia clamorosamente calciando addosso all'estremo difensore pitagorico. Il forcing dei padroni di casa e' incessante e prima dell'intervallo, al 43', Acerbi conclude da posizione ravvicinata ma Claiton si oppone respingendo il pallone con il corpo facendo scoppiare le proteste dei padroni di casa che chiedono a gran voce il calcio di rigore per un presunto tocco di mano del difensore brasiliano, ma Massa non e' dello stesso parere e non interviene.

Al ritorno dagli spogliatoi, Di Francesco prova a dare piu' brio al suo reparto offensivo con l'ingresso di Matri per un inconsistente Ricci, mentre i pitagorici, in campo con lo stesso undici di inizio gara, per nulla intimoriti, al 3', tornano a rendersi pericolosi ancora con Falcinelli che, servito dalla sinistra da Palladino, di testa colpisce la traversa. Scampato il pericolo, il Sassuolo chiude gli avversari nella propria meta' campo con una manovra offensiva avvolgente che, al 9', vede Pellegrini colpire la terza traversa della gara con una conclusione a giro. Il Sassuolo non demorde e nonostante l'ennesima traversa colpita dal Crotone con Capezzi, al 38', i padroni di casa trovano il meritato pareggio con il nuovo entrato Sensi che in area raccoglie un pallone vagante in area e batte Cordaz spedendo il pallone sul secondo palo. Raggiunto il pareggio, il Sassuolo si getta alla ricerca del gol della vittoria e, al 41', sugli sviluppi di un corner, Iemmello anticipa la retroguardia avversaria e di testa segna la rete che regala la vittoria alla squadra di Di Francesco.


GenoaEmpoli
Fra mille proteste, per un arbitraggio discusso e discutibile, Genoa ed Empoli hanno pareggiato, per 0-0. Al "Ferraris" poche emozioni e scarsi sussulti, con le due squadre bloccate e con diversi giocatori sottotono. L'involontario protagonista (in negativo) e' stato il direttore di gara, Pairetto, "reo", dopo aver giustamente espulso al 34' Lazovic (per doppia ammonizione), di non aver estratto il rosso a Saponara (per un'entrataccia su Laxalt) e di non aver sanzionato col penalty un duro colpo in area di rigore, a palla lontana, inflitto da Bellusci ai danni di Simeone jr.

Nei padroni di casa, orfani degli squalificati Gentiletti e Pandev e degli indisponibili Pavoletti, Ocampos e Gakpe', Ivan Juric ha puntato inizialmente sul collaudato 3-4-3, schierando Izzo, Burdisso e Orban a protezione di Perin; Lazovic, Rincon, Veloso e Laxalt lungo la linea mediana; con Rigoni, Simeone ed Edenilson in avanti. Negli ospiti, privi degli infortunati Croce e Marilungo, Giovanni Martusciello ha optato invece per il modulo 4-3-1-2, inserendo in avvio Veseli, Bellusci, Costa e Pasqual davanti a Skorupski; Buchel, Mauri e Krunic a centrocampo; con Saponara a sostegno del duo offensivo composto da Gilardino e Pucciarelli (sostituito a meta' ripresa da Maccarone).

Dopo il primo quarto d'ora di studio, la prima incursione del Genoa: Krunic e' entrato in contatto con Burdisso, poco fuori dall'area, ma l'arbitro ha lasciato correre. Ecco i primi fischi per Pairetto. Al 22' Rigoni ha segnato la rete dell'1-0 per i padroni di casa ma il gol e' stato annullato per offside dell'ex Palermo sul tocco di Simeone. Anche questa decisione viene contestata ma Rigoni sembra di poco oltre Mauri, ultimo uomo dei toscani. Al 34' Lazovic ha ricevuto giustamente il secondo giallo della giornata ed e' stato costretto a lasciare i suoi compagni in dieci. Due minuti dopo Gilardino ha colto in pieno la traversa (di testa) ma anche lui era stato fermato per fuorigioco (era di poco oltre l'ultimo difensore ligure sul cross di Bellusci). Al 42' Bellusci ha colpito con violenza (in area) Simeone ma Pairetto ha deciso di "sorvolare", scatenando altre polemiche.

Ancora piu' rovente la ripresa, con un buon Genoa, nonostante la inferiorita' numerica. Al 15' Saponara ha steso Laxalt: il rosso sembrava inevitabile, invece se l'e' cavata con un giallo. Alla mezzora il neoentrato Ninkovic ha sparato al centro dal limite dell'area, con Skorupski bravo a fare buona guardia. Infine, al 38', lo stesso Ninkovic ha saltato Bellusci e si e' involato verso la porta dell'Empoli ma l'arbitro ha fischiato tardivamente un dubbio fallo del genoano, fermando l'azione. Tantissime le proteste piovute dalla panchina e dai tifosi del team ligure. Allontanato dal campo il furioso Ivan Juric. Qui sono terminate le ostilita'. Per l'Empoli un buon punto; per il Genoa la solita prova generosa e tante recriminazioni all'indirizzo di Pairetto. Sentiremo, quasi certamente, la "voce grossa" del presidente Preziosi nel post partita.


LazioBologna
La sosta si conferma semi-indigesta per la Lazio: come è accaduto quasi sempre lo scorso anno i biancocelesti frenano dopo lo stop per le nazionali e contro il Bologna trovano un pari soffertissimo solo grazie a un rigore dubbio di Immobile all'ultimo secondo di recupero, dopo che in precedenza un super-Da Costa aveva sempre negato la rete ai biancocelesti. Finisce 1-1 ed è giusto così, perchè la sconfitta sarebbe stata una vera beffa per la Lazio.

Che non sarebbe stata una passeggiata per la squadra di Inzaghi lo si capisce dopo soli 11', quando su spizzata di Donsah è bravo Helander (primo gol dello svedese in rossoblù) a gelare Marchetti e tutto lo stadio portando in vantaggio il Bologna. E potrebbe arrivare anche il raddoppio al quarto d'ora quando Floccari per un amen non arriva sulla respinta di Marchetti, impegnato da un bolide di Donsah. Passata la paura la Lazio, reagisce, inizia a macinare gioco, si rende pericolosa con l'elettrico Keita e soprattutto con il solito Immobile che al 31' fa tremare la traversa con la complicità di Da Costa da posizione defilata e poi solo davanti al portiere, dopo un rimpallo vincente con Donsah, si fa ribattere il tiro a colpo sicuro da Da Costa. La porta del Bologna però resta immacolata e si va al riposo con gli emiliani avanti di un gol.

E' una Lazio più motivata quella che si ripresenta in campo e le occasioni fioccano: subito Milinkovic da posizione favorevole spara di destro ma il portiere rossoblù si supera e devia sopra la traversa ma ne arrivano altre: ancora con Milinkovic che spara alto da buona posizione e con Felipe Anderson che mette un pallone al centro: devia un difensore, la palla si avvia verso la porta ma Da Costa salva giusto in tempo con la complicità della tecnologia di porta che segnala che la palla non aveva oltrepassato del tutto la linea.

E' un assedio ormai e il protagonista assoluto è il portiere del Bologna che al 33' su tiro al volo di Felipe Anderson riesce a deviare in angolo con la punta delle dita. Dopo un'altra chance per Immobile proprio all'ultimo dei 6' di recupero (a 15" dal triplice fischio finale) per un fallo molto dubbio di Oikomonou su Wallace l'arbitro fischia un rigore per la Lazio che Immobile realizza per la festa dell'Olimpico.

JPI

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  • pubblicato16.10.2016
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    ;;;;;

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