Froome: "No al patteggiamento"

Il ciclista britannico sull'articolo del Corriere: "Completamente falso"

1517318153605_Screenshot2018-01-3014.19.55.jpg"Ho letto l'articolo sul Corriere della Sera questa mattina. E' completamente falso". Con queste parole sul suo profilo Twitter Chris Froome ha replicato alle indiscrezioni riportate dal quotidiano milanese oggi, secondo cui il campione inglese sarebbe pronto ad una sorta di patteggiamento nella vicenda che lo ha visto risultare positivo ad un controllo antidoping nell'ultima edizione della Vuelta che per altro ha vinto. Nelle analisi di Froome dopo la 18esima tappa era stata trovata una abnorme quantità di salbutamolo, sostanza contenuta in alcuni farmaci per curare l'asma.

Sempre secondo il Corriere, "su consiglio della moglie-manager Michelle Cound, Froome avrebbe imboccato la via dell’'Acceptance of Consequences', il patteggiamento con ammissione di negligenza previsto dai servizi legali federali per evitare il lungo e rischiosissimo processo davanti al Tribunale Indipendente Antidoping". Froome avrebbe "messo sul piatto l’accettazione di una squalifica di cinque o sei mesi — praticamente assorbita senza danni nei mesi invernali — cedendo Vuelta (a Nibali) e medaglia mondiale (al portoghese Oliveira) e auto sospendendosi dalle gare fino al patteggiamento, quando invece il regolamento gli consentirebbe di correre". "Con una sanzione di sei mesi l’inglese potrebbe correre Giro d’Italia e Tour de France, come nei programmi originari. Con nove mesi potrebbe fare solo il Tour. Un anno di stop significherebbe addio sogni di gloria e arrivederci al 2019", conclude il Corriere.

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  • pubblicato30.01.2018
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