Di Francesco: "Il Porto è un'occasione"

De Rossi: "Continuerò a giocare finché il ginocchio risponderà bene"

1549891735887_GettyImages-1097872058.jpg"Il percorso e' sempre lungo ma e' una bella occasione per fare una bella partita e riportare, in una gara cosi' importante, entusiasmo nell'ambiente. Sono rimaste solo due squadre italiane in Champions e dobbiamo essere orgoglioso". Cosi' il tecnico della Roma, Eusebio Di Francesco, alla vigilia della sfida di andata degli ottavi di Champions League contro il Porto.

"Il Porto e' una squadra compatta, tosta e dura, sara' una partita molto dispendiosa dal punto di vista fisico", ha aggiunto in conferenza stampa il mister giallorosso. 

"Domani servira' un giusto mix tra gambe fresche ed esperienza. A volte puoi avere grandi gambe, ma se poi ti tremano e' dura - spiega il tecnico giallorosso in conferenza stampa - Uniamo le due cose, senza corsa non si va da nessuna parte".

Per domani, aggiunge il mister abruzzese, "sara' fondamentale avere solidita'. Dobbiamo fare una grande fase difensiva e mantenere la porta inviolata, senza per questo perdere l'identita' di squadra".

"Manolas e' recuperato, Olsen e' in dubbio fino a domattina e abbiamo perso Schick per un infortunio muscolare. Perotti e Under spero di riaverli per il Bologna".

DE ROSSI: "Se ho mai avuto l'impressione di aver finito la carriera? No, sono realista, era un punto interrogativo. Ho fatto tutto cio' che dovevo fare per rientrare nella maniera giusta. Il punto di domanda è quanto reggerà il ginocchio: se continuera' a rispondere bene, non vedo perche' debba smettere o farmi domande che poi il campo smentisce. Se sto bene, con la gestione dell'allenatore e il giusto minutaggio, potrei continuare a giocare".

SUL CASO KOLAROV: "Se si potesse ricomporre la piccola frattura tra i tifosi e Kolarov sarei il piu' contento di tutti, perche' mi sento in mezzo, visto che voglio bene sia ai nostri tifosi che ad Ale, che è come un fratello. Ai tifosi dico di fidarsi ancora di me. Kolarov è un grande professionista, dà sempre tutto e gioca in condizione sempre difficili. Preferisco quelli così a chi fa dichiarazioni al miele, bacia la maglia o si lamenta quando il mister lo mette in un ruolo non suo".

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  • pubblicato11.02.2019
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