De Rossi: "Sangue, sudore e lucidità"

"Non qualificarci sarebbe una macchia sulla carriera"

1510145470953_De Rossi.jpgA 48 ore dal match di andata a Stoccolma contro la Svezia è toccato a Daniele De Rossi rispondere alle domande dei giornalisti presenti a Coverciano: “Con la Svezia servirà sangue freddo, ma c’è bisogno anche di sudore e sacrificio. Dobbiamo mettere in campo lucidità e tecnica. Il mio obiettivo è chiaro e ben definito: voglio assolutamente qualificarmi per il Mondiale, poi una volta arrivati in Russia ce la giocheremo fino in fondo."

"Bisognerà lasciare da parte i campanilismi, andare al Mondiale è di tutti. San Siro sarà esaurito per la gara di ritorno, ci sarà una grande cornice e dovrà esserci appartenenza e sostegno. Siamo forti, forse migliori della Svezia, ma c’è quel pizzico di paura che ormai nel calcio di oggi è quasi necessaria. Conta passare il turno, non importa come”.

“L’assenza di Ibrahimovic è un vantaggio. Anche a 40 anni, con una gamba rotta, non vorrei mai avere Ibrahimovic contro. Potrebbe essere un vantaggio, meglio che non ci sia. Però non è nemmeno una Nazionale così sconosciuta, anzi li conosciamo bene perché alcuni giocano in Italia e altri in Europa in campionati importantissimi. Non andiamo ad affrontare una squadra materasso. Se il Mondiale è importante per me, che ne ho già giocati tre, figuriamoci per loro che non ci sono mai stati”.

"L’europeo mi ha fatto bene, perché avevo 33 anni. Il fatto che nel mirino adesso ci sia un Mondiale per me è importante, sarebbe il quarto per me. Non so se farò un torneo da protagonista, ma sarebbe una macchia sulla mia carriera il fatto di non qualificarmi. Se perdi con la Germania sei bravo ugualmente, ma in questo caso è diverso: non partecipare sarebbe molto negativo”.

Il centrocampista giallorosso ha poi parlato del suo ruolo in campo: “Ho pensato che ci fosse un momento in cui non avrei segnato più come una volta, cioè quando sono stato arretrato. Alla fine i miei gol possono arrivare su rigore o sugli sviluppi di un calcio piazzato. Qualche gol di testa è possibile farlo. L’evoluzione del ruolo mi ha dato qualcosa di più sulle palle inattive”.

Sulla riunione dello stadio Filadelfia: “Non credo si siano dette cose sconvolgenti, sono riunioni che accadono in maniera quasi naturale. Molto spesso accade che a parlare siano quelli più anziani. Questa Nazionale non ha stentato, ho ricordo di gironi qualificatori del passato molto simili a quello da poco concluso. La differenza è che non avevi la Spagna nel girone, quando se ne qualifica solo una rischi di fare i playoff e così è stato”. 

La qualificazione è anche un fatto di carattere e personalità: “A 22 anni non mi tremarono le gambe quando giocai la finale del Mondiale a Berlino e sono sicuro che i miei compagni saranno nella stessa condizione. E poi parliamo di uno spareggio, non è mica una finale”.

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  • pubblicato08.11.2017
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