Buffon saluta Juve e Nazionale

'Da sabato penserò al mio futuro, dentro o fuori dal campo'

1526556822449_GettyImages-67348491.jpgDiciassette anni, tanti trofei anche enormi delusioni, ma insomma quella di Gigi Buffon, per raccontarla come l'inno della Juventus vuole.

E' la "storia di un grande amore". Quello che tutti gia' immaginavano da tempo, oggi ha trovato conferme nelle parole del portierone di Carrara. Il numero 1 salutera' la Juventus sabato prossimo giocando la sua ultima partita in bianconero contro il Verona.

"Sabato sara' la mia ultima partita con la Juventus e credo che il modo migliore per chiudere questa grandissima avventura - ha detto Buffon in conferenza stampa dall'Allianz Stadium di Torino - sia finirla con altre due vittorie importanti e con la vicinanza di Andrea Agnelli e di tutto il popolo juventino. La mia paura era di arrivare alla fine di questa avventura da 'sopportato' o da giocatore che aveva fuso il motore".

"Posso dire che non e' cosi' e sono orgoglioso di aver potuto esprimere sempre delle prestazioni all'altezza del mio nome e all'altezza della Juventus. Questa e' la piu' grande gratificazione ed e' per questo che arrivo a questo saluto veramente sereno, che non e' scontato per uno sportivo. Voglio concludere ringraziando veramente la famiglia Juventus e la Juventus.

"Credo che la Juve prese all'epoca, nel 2001, un talento straordinario pero' devo anche dire che se questo talento si e' tramutato in campione e' perche' la Juve ha fatto si' che cio' accadesse, mi ha fatto fare un ulteriore step in convinzione e determinazione. E se sto in campo a 40 anni in questo modo e' solo merito della Juve".

"Questa filosofia l'ho fatta mia e sono sicuro che la usero' in futuro nel dopo-calcio se dovesse servire perche' e' l'unico modo che conosco per arrivare a dei risultati e' arrivarci con la felicita' di avere nel frattempo sofferto, di essersi dannati e di aver buttato il cuore oltre l'ostacolo. Questo al di la' dei soldi e delle coppe e' il miglior insegnamento che mi ha dato la Juventus e la ringraziero' per sempre".

Il futuro e' ancora un enigma: "Sabato giochero' una partita, questa e' l'unica cosa certa. Andrea e' a conoscenza di tutto cio' che sta accadendo intorno a me ed e' un consigliere di cui non voglio privarmi - dice riferendosi al presidente Agnelli - fino a 15 giorni fa era acclaratamente risaputo che avrei smesso. Adesso sono arrivate delle proposte sia per rimanere in campo sia per quel che riguarda fuori dal campo e la piu' importante di queste ultime me l'ha fatta pervenire il qui presente Andrea. Credo che la prossima settimana, in modo sereno, prendero' la decisione definitiva e certa che sara' quella di seguire un po' cio' che urla la mia indole".

Nulla pero' e' ancora chiaro, neanche allo stesso Buffon: "La prossima settimana in una situazione emotiva tranquilla, decidero'. Se dovessi continuare, e' perche' avrei l'ambizione di lottare ancora per dei grandi traguardi. E' l'unico modo per cui concepisco lo sport".

Esclusa, dunque, l'ipotesi di un campionato piu' 'esotico' come fatto da altri calciatori a fine carriera, cosi' come e' esclusa l'ipotesi italiana: "Per l'Italia non se ne parla". Ne' Genoa, ne' Parma, dunque.

Neanche un'alternativa da secondo portiere aveva solleticato Buffon: "Avendo fatto mio il modus operandi della Juve, io sono fermamente convinto che la Juve, essendo una societa' seria, debba programmare il futuro, sono il primo che lo capisce e ho pensato che fosse giusto continuare cosi'. A me interessava finire nel modo migliore possibile e poi non dimentichiamo che la Juve ha un portiere eccelso di valore quanto il mio e che ha 13 anni in meno di me", dice riferendosi a Szczesny.

E poi "Sarebbe sempre costretto a subire paragoni e mi metterebbero a disagio. E' talmente normale e la fine e' stata talmente bella che piu' di cosi' cosa voglio?".

Eppure c'e' stato qualche momento in cui Buffon ha pensato che questa stagione potesse chiudersi non nel migliore dei modi: "Quest'anno e' stata un'annata troppo snervante anche perche' e' cominciata troppo presto. Gia' da novembre ci siamo fatti carico di un peso enorme che e' stato il fallimento Mondiale. E' stata una stagione con dei bassi clamorosamente inaspettati e dei picchi incredibili. Qualche perplessita' per quel che riguarda lo scudetto dopo Juve-Napoli c'era. Dovevamo capire se fossimo ancora noi o se questa sensazione di esserci dissolti si sarebbe protratta anche nel finale e invece per l'ennesima volta abbiamo dato una risposta incredibile".

E' andata meno bene in Champions e ora Buffon rischia anche una squalifica per quanto successo a Madrid: "Penso sia anche giusto - ha risposto Buffon - non per il comportamento in campo perche' l'arbitro ha decretato un'espulsione che oggi non ho ancora capito. E' un'azione che non ritrova un riscontro coerente".

"Per quello che ho esternato fuori dal campo - prosegue Buffon - e' evidente che abbia trasceso e di quello ne sono estremamente dispiaciuto perche' in 23 anni di Champions League non sono mai stato ne' espulso ne' squalificato. Ho sempre avuto una condotta educata e sportiva con tutti, era una situazione particolare a distanza di giorni ho detto che il Buffon di quella sera non poteva che dire quelle cose. Passati due giorni, mi e' dispiaciuto aver offeso l'arbitro e se l'avessi visto dopo due giorni l'avrei abbracciato chiedendogli scusa pero' confermando il mio pensiero".

In una giornata in cui il sentimento prevalente e' per Buffon quello della "Grande gratificazione", non pare esserci stato lo stesso trattamento nei suoi confronti da parte del resto d'Italia dopo le ultime prestazioni in Nazionale: "Se Buffon era diventato un problema tre mesi fa, non oso pensare cosa possa essere tre mesi dopo. Ipoteticamente sei o 12 mesi dopo diventerebbe qualcosa di complicato da gestire e dal quale mi voglio tenere lontano perche' non penso di meritarlo. E poi la Nazionale ha dei giovani portieri che hanno bisogno di fare delle esperienze".

"Italia-Olanda? No, non ci saro'. La Nazionale e' un'altra parentesi che ha caratterizzato la mia vita calcistica e la Nazionale il meglio me l'ha dato mentre stavamo giocando. Non ho bisogno di altri attestati di stima e celebrazioni varie perche' le persone vanno rispettate e celebrate quando sono vive e non quando sono morte".

A detta dei presenti, comunque vadano le cose quest'anno, e' certo che ci sara' ancora la Juve nel futuro di Buffon: "Che la Juve per me rappresenti la famiglia e' sotto gli occhi di tutti. Sono onorato di essere percepito come uno della famiglia. Se un giorno dovro' essere considerato un elemento su cui fare affidamento, e' chiaro che per me la Juve avra' la precedenza su tutto".

Buffon, che ha deciso di non dare consigli al suo successore come capitano, Giorgio Chiellini, perche' "incarna alla perfezione quello che deve essere il capitano della Juventus", ha anche affermato con convinzione che il suo addio non coincidera' con la fine di un ciclo: "Se io pensassi una cosa simile, sarebbe molto grave. Non avrei capito niente della Juventus. Se avessi la minima presunzione che la Juventus senza di me chiudesse un ciclo, sarei veramente da rinchiudere. L'unica cosa imprescindibile della Juventus e' la famiglia. Io sono stato una parte importante, ma una piccola parte di questa Juve".

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  • pubblicato17.05.2018
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